Stop all’acqua potabile a Piazza, anomalie nella rete, le ipotesi scientifiche sul ferro in eccesso

Piazza Armerina è al centro di una situazione di emergenza idrica dopo che le analisi sui campioni prelevati dalla rete idrica comunale hanno evidenziato una concentrazione di ferro superiore ai limiti normativi previsti per l’acqua potabile. A seguito dei risultati, l’Amministrazione comunale ha emesso un divieto di utilizzo dell’acqua per usi alimentari, scatenando preoccupazioni tra i cittadini e sollevando interrogativi sulla qualità dell’approvvigionamento idrico.Il sindaco Nino Cammarata, in una serie di dichiarazioni rese ufficiali, ha spiegato che “si tratta di una situazione eccezionale e non prevedibile nei tempi ordinari di gestione delle risorse idriche”. Ha inoltre sottolineato che “le analisi saranno ripetute e si sta lavorando per individuare le cause che hanno determinato la presenza superiore alla norma di ferro nella rete”.

Le autobotti

Per fronteggiare l’emergenza, il primo cittadino ha attivato il Centro Operativo Comunale (COC) e predisposto un servizio di approvvigionamento idrico alternativo tramite autobotte della Protezione Civile, prelevata da fonti sicure a Enna e collocata nell’area del campo sportivo per consentire ai cittadini di rifornirsi in sicurezza.

Perché può esserci un eccesso di ferro nell’acqua potabile? Ipotesi dalla scienza

La presenza di ferro nell’acqua non è di per sé rara: è un elemento naturalmente presente in molte falde e può entrare nella rete idrica per diverse ragioni. Tuttavia, quando le concentrazioni superano i limiti stabiliti dalle normative (in Europa indicativamente 0,2 mg/L o 200 µg/L), è necessario approfondire le cause tecniche e ambientali che possono aver contribuito al fenomeno.Secondo studi scientifici e pubblicazioni tecniche sul tema, tra le principali ipotesi vi sono:

Corrosione delle condotte metalliche

La rete idrica può comprendere tratti di tubature in ferro o acciaio soggetti a corrosione. Con il tempo, l’ossidazione delle superfici metalliche può rilasciare ferro disciolto nell’acqua. Questo processo è strettamente legato alle caratteristiche chimiche dell’acqua e alle condizioni interne delle condotte. In condizioni di corrosione attiva, il ferro metallico si trasforma in forme solubili e può superare i limiti accettabili. Studi su sistemi di distribuzione idrica evidenziano come questo sia uno dei meccanismi più comuni di mobilizzazione del ferro nella rete.

Rilascio di sedimenti e ossidi interni alla rete

Nel corso del tempo, all’interno delle tubature si possono formare depositi di ossidi di ferro e sedimenti. Questi strati possono staccarsi o dissolversi quando cambiano le condizioni di flusso o quando si verificano variazioni di pressione o di composizione chimica dell’acqua, come può avvenire dopo interruzioni di fornitura o miscele di acque con diverse caratteristiche. In questi casi, la concentrazione di ferro può aumentare temporaneamente fino a rendere l’acqua non conforme agli standard potabili.

Condizioni chimiche e fisiche dell’acqua

Fattori come pH, contenuto di ossigeno disciolto e concentrazioni di cloruri o solfati influenzano la solubilità del ferro. Acque con certi valori di pH o carenti di ossigeno possono favorire la dissoluzione di ferro dalle pareti delle condotte o dai materiali all’interno della rete. Modifiche di queste condizioni, ad esempio a seguito di variazioni di sorgente o trattamenti chimici, possono determinare un picco nei livelli di ferro.

Miscele di acque diverse

Quando sistemi di approvvigionamento combinano acque con caratteristiche chimiche e microbiologiche differenti — ad esempio una falda ricca di ferro con un’altra con caratteristiche più “dolci” — possono crearsi reazioni che mobilitano ferro precedentemente stabile, facendolo entrare in soluzione in quantità elevate.Tra emergenza e controlli continuiLe autorità sanitarie locali, in coordinamento con gli uffici tecnici del Comune e i gestori del servizio idrico, hanno annunciato che verranno effettuati nuovi prelievi e analisi di laboratorio per confermare o escludere la persistenza dell’anomalia e per delineare con precisione l’origine del fenomeno.

Ordinanza in vigore

Nel frattempo il divieto d’uso potabile resta in vigore, in attesa di risultati più definitivi.Il sindaco Cammarata ha invitato la cittadinanza alla calma.