Palermo, la FIAP impegnata in tutta la Sicilia per il Giorno della Memoria. «La Shoah non è merce di scambio politico»
Comunicati Stampa - 27/01/2026
In coincidenza con il Giorno della Memoria, la Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP) della Sicilia ribadisce con assoluta fermezza che il ricordo della Shoah non è negoziabile, non è relativizzabile e non può essere piegato a logiche di rivalsa politica o ideologica. Secondo un nota diffusa dal sodalizio antifascista, «assistiamo con profonda indignazione al tentativo, sempre più esplicito, di rimettere in discussione il significato storico e morale dello sterminio degli ebrei d’Europa, anche in settori che pretendono di collocarsi nell’area della cosiddetta “sinistra”. Un riposizionamento che appare, nei fatti, come una vendetta simbolica per quanto accaduto recentemente nello scenario israelo-palestinese: un’operazione inaccettabile, che confonde deliberatamente piani storici, morali e politici diversi. E in cui viene volutamente omesso che l’ennesima tragedia mediorientale è partita dal massacro del 7 ottobre 2023, perpetrato dai terroristi islamisti di Hamas: la più feroce e sanguinosa strage di ebrei dai tempi dell’Olocausto».
FIAP Sicilia ribadisce che «la Shoah non è un argomento di parte. È un abisso della storia umana che riguarda tutti. Usarla, ridimensionarla o strumentalizzarla per regolare conti ideologici contemporanei significa tradire la memoria delle vittime e svuotare di senso l’antifascismo stesso, di cui noi rivendichiamo di essere i coerenti custodi, in solidarietà con tutti gli oppressi e le minoranze: ebrei, rifugiati e migranti, ucraini, iraniani, armeni e chiunque altro soffra avrà sempre la nostra solidarietà attiva».
In questo contesto, FIAP Sicilia esprime una durissima condanna per comportamenti istituzionali che risultano incompatibili con i valori della Repubblica nata dalla Resistenza. «In particolare – prosegue la nota degli antifascisti laici e democratici – desta sconcerto il ruolo della parlamentare del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, peraltro membro della Commissione parlamentare antimafia, già più volte segnalatasi per la sua vicinanza a Mohammad Hannoun, figura sottoposta a indagini per presunti legami con il finanziamento del terrorismo antisemita e islamista palestinese, di cui si rileva un ruolo attivo nel comparto estero di Hamas. Ancora più grave è la responsabilità politica di aver contribuito a far ospitare in Parlamento, nei giorni scorsi, un cittadino italiano che, secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, avrebbe combattuto tra le file di milizie terroriste filorusse nel Donbass ucraino, rivendicando uno pseudo-antifascismo da operetta per schierarsi al fianco di nazisti e antisemiti vari, giunti da ogni dove per sostenere la violenta aggressione del regime di Putin».
FIAP Sicilia considera tali episodi una ferita gravissima alla memoria della Resistenza, un oltraggio ai deportati, ai partigiani, agli ebrei perseguitati e a tutte le vittime del nazismo e del fascismo. A detta del soggetto federativo fondato nel 1949 da chi aveva combattuto nelle formazioni partigiane socialiste e socialdemocratiche, azioniste, mazziniane e repubblicane, liberali e radicali, ma anche nell’Esercito e in gruppi libertari, «le istituzioni democratiche non possono e non devono diventare luoghi di legittimazione, diretta o indiretta, di ideologie e pratiche che affondano le loro radici nell’odio razziale e nell’antisemitismo».
Il presidente di FIAP Sicilia, Antonio Matasso, sottolinea che «il Giorno della Memoria non serve a tranquillizzare le coscienze, ma a inquietarle. Ogni volta che la Shoah viene sminuita, usata come clava politica o barattata con altre tragedie, perdiamo un pezzo della nostra umanità e della nostra democrazia. La Resistenza, a cui hanno significativamente contribuito persone di estrazione ebraica, non è un ricordo sbiadito: è una linea di confine. E noi sappiamo da che parte stare». La Federazione Italiana Associazioni Partigiane continuerà a vigilare, a denunciare e a ricordare, con la convinzione che senza memoria non c’è giustizia, e senza giustizia non c’è futuro.
Luogo: PALERMO, PALERMO, SICILIA