Ars, terzo mandato sindaci affondato: Draià, Bonelli e Greco non potranno candidarsi
Enna-Provincia - 17/02/2026
L’affondamento della riforma degli Enti Locali nel capitolo dedicato al terzo mandato per i sindaci sotto i 10 mila abitanti pone uno stop alle ricandidature di Francesca Draià, Luigi Bonelli e Maria Greco, rispettivamente alla guida dei Comuni di Valguarnera Caropepe, Nicosia e Agira, tutti giunti al secondo mandato.
Il voto all’Ars
È questo l’effetto più immediato, in provincia di Enna, del via libera arrivato dall’Assemblea regionale siciliana alla riforma degli Enti Locali. Con 50 voti favorevoli, pochi minuti dopo le 19, Sala d’Ercole ha approvato il testo, ma il risultato finale restituisce una legge profondamente ridimensionata rispetto alle attese iniziali.
Il voto segreto
A pesare è stato ancora una volta il ricorso al voto segreto, che ha affondato due tra i pilastri del provvedimento: il terzo mandato per i sindaci dei Comuni fino a 15 mila abitanti e l’istituzione del consigliere supplente. Proprio sul terzo mandato si erano concentrati gli appelli dell’Anci e di numerosi amministratori locali, convinti che la norma potesse garantire continuità amministrativa soprattutto nei piccoli centri.In provincia di Enna la questione non è teorica ma concreta. I tre primi cittadini interessati, tutti alla guida di Comuni sotto la soglia dei 10 mila abitanti, non potranno ripresentarsi per un terzo mandato consecutivo. Una decisione che apre scenari politici nuovi e anticipa di fatto la corsa alla successione nei rispettivi municipi.
Bocciatura per il supplente
La bocciatura del consigliere supplente è arrivata con 32 voti contrari contro 22 favorevoli. Stessa sorte per il terzo mandato, respinto con 34 voti contrari e 24 sì. Determinante il comportamento di una parte della maggioranza: tra dieci e dodici deputati avrebbero votato insieme all’opposizione, contribuendo a far naufragare il cuore della riforma.Resta invece in piedi la norma dell’articolo 8 sulla rappresentanza di genere, che fissa al 40% la quota minima di presenza femminile nelle giunte comunali, oltre al cosiddetto “tagliando antifrode”. Ma per l’Ennese il dato politico più rilevante è un altro: la stagione delle ricandidature si chiude prima del previsto per tre amministrazioni, mentre nei piccoli Comuni si apre una fase di riorganizzazione e nuove alleanze.La riforma passa, ma nei territori arriva monca. E in provincia di Enna lascia un segno immediato sugli equilibri politici locali