Sanità in affanno, l’Asp di Enna bandisce 36 posti: sfida alla carenza di medici

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna prova a invertire la rotta della carenza di camici bianchi con un concorso che vale 36 posti a tempo indeterminato. La delibera della direzione dell’Asp mette nero su bianco un bando per dirigenti medici in sei discipline chiave, in una provincia che da anni fatica ad attrarre specialisti e a garantire stabilità negli organici.

Dove servono i medici

Il concorso riguarda: 7 posti in Chirurgia generale; 10 in Ginecologia e Ostetricia; 5 in Igiene, Epidemiologia e Sanità pubblica; 12 in Medicina e Chirurgia d’Accettazione e Urgenza; 1 in Medicina dello Sport; 1 in Oculistica

La fotografia è quella di reparti strategici, a partire dall’emergenza–urgenza, dove il ricorso a turni aggiuntivi, contratti a termine e convenzioni è diventato strutturale.

Negli ultimi anni l’Asp ha fatto ricorso a incarichi temporanei, convenzioni esterne e persino a medici in quiescenza pur di coprire i turni. Soluzioni tampone che non hanno risolto il nodo di fondo: la difficoltà cronica di reclutare specialisti disposti a lavorare in un territorio interno come quello ennese.

«Fare nuove assunzioni in questo momento storico non è scontato», afferma il Direttore amministrativo Maria Sigona. «Le difficoltà sono note a tutti: la scarsità di specialisti in alcune discipline, la concorrenza dei grandi centri urbani, i vincoli normativi e finanziari. Eppure è proprio nelle difficoltà che si misura la serietà di una strategia. Investire su assunzioni strutturali significa credere nel futuro di questa azienda e del territorio che serve».

I tentativi precedenti e la fuga dagli ospedali periferici

Non è il primo bando. Nel 2023 e nel 2024 l’Asp aveva pubblicato avvisi per Medicina d’urgenza e Ginecologia che in diversi casi erano andati deserti o avevano prodotto graduatorie esigue, in linea con un fenomeno nazionale documentato da Agenas e Corte dei Conti: i concorsi nelle aree periferiche registrano una partecipazione molto più bassa rispetto alle grandi città.

Il problema riguarda soprattutto i pronto soccorso. In Sicilia, secondo i dati regionali diffusi nel 2024, la carenza di medici dell’emergenza ha superato il 30 per cento della dotazione organica in diverse aziende sanitarie. A Enna la copertura dei turni è stata garantita spesso attraverso convenzioni interaziendali e prestazioni aggiuntive.

«Un medico assunto a tempo indeterminato non è soltanto una risorsa operativa: è un professionista che investe nel territorio», sottolinea l’Asp nella nota ufficiale. L’obiettivo dichiarato è superare la logica dell’emergenza permanente e costruire organici stabili.

Il contesto: tra contenziosi e fondi che mancano

Il bando arriva in un momento delicato per la sanità ennese. Sul tavolo c’è il contenzioso aperto dal Comune di Enna sull’ex Ciss, l’immobile affidato all’Asp circa vent’anni fa e oggi al centro di una richiesta di restituzione. Una vicenda che rischia di avere ricadute logistiche e organizzative su alcuni servizi territoriali.

A questo si aggiunge la recente interrogazione del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana sulla mancanza di fondi per il reparto di Radioterapia oncologica dell’Ospedale Umberto I di Enna. Un nodo che riguarda investimenti e programmazione, in una provincia dove i pazienti oncologici sono spesso costretti a spostarsi verso altri centri per completare i percorsi di cura.

La scommessa sull’attrattività

La direzione strategica rivendica un percorso di riorganizzazione interna: ridefinizione degli incarichi dirigenziali con criteri legati alla complessità e al merito, potenziamento dei servizi territoriali, apertura di Case e Ospedali di comunità, nuovi sportelli Cup nei centri periferici e una collaborazione strutturata con l’Università Kore.

Le domande dovranno essere presentate online entro trenta giorni dalla pubblicazione del bando. È una corsa contro il tempo, ma soprattutto contro una tendenza che da anni penalizza le aree interne: pochi candidati, reparti sotto pressione, medici che scelgono altrove.

Per Enna, il concorso da 36 posti è molto più di un atto amministrativo. È un test sulla capacità di rendere attrattiva una sanità di frontiera, stretta tra vincoli di bilancio, contenziosi aperti e la concorrenza dei grandi poli urbani.