Tariffe acqua record, Asso-Consum difende il Comitato e critica la privatizzazione

Nel pieno del dibattito politico che accompagna le imminenti elezioni amministrative, il tema dell’acqua torna al centro dello scontro pubblico.

Il caso Crisafulli

A intervenire è Pippo Bruno, esponente di Asso-Consum, che prende posizione in difesa del Comitato Senz’Acqua Enna, finito nella bufera dopo le critiche rivolte alla candidatura di Mirello Crisafulli, ritenuto da alcuni tra i protagonisti della stagione che, nei primi anni del Terzo Millennio, spinse verso la privatizzazione del servizio idrico. Bruno rivendica la legittimità dell’azione del Comitato, definendola “un’iniziativa sociale priva di interessi personali o ambizioni di carriera”. Secondo l’esponente associativo, il nodo dell’acqua non può essere ridotto a una polemica elettorale, ma rappresenta una questione strutturale che incide sulla qualità della vita e sulle finanze delle famiglie ennesi.

Le critiche alla stagione della privatizzazione

Nel suo intervento, Bruno torna sulle scelte politiche compiute agli inizi degli anni 2000, quando in diverse province siciliane – tra cui Enna, Agrigento e Caltanissetta – si optò per una gestione privatizzata del servizio idrico. Una decisione che, a suo dire, avrebbe prodotto un sensibile aumento dei costi per gli utenti.“Ci sono scelte che non sono ineluttabili – afferma – ma frutto di precise responsabilità politiche. Quando si è deciso di correre verso la privatizzazione ad ogni costo, senza adeguati contrappesi pubblici, si è tracciata una strada di cui oggi paghiamo le conseguenze”.Bruno evita riferimenti diretti, ma il passaggio appare come una critica indiretta a chi, in quegli anni, sostenne con convinzione il nuovo modello gestionale. “Qualcuno pensava che fosse la soluzione moderna ed efficiente. I fatti dimostrano che i cittadini si sono ritrovati con bollette sempre più pesanti e con un servizio che spesso non risponde alle aspettative”.I dati sui costi, più volte richiamati nel dibattito pubblico, evidenziano infatti come Enna registri tariffe tra le più alte in Sicilia, con uno scarto significativo rispetto ad altre realtà dove sono attivi modelli misti pubblico-privato.

La difesa del Comitato

Nel mirino delle polemiche, in questi giorni, è finito soprattutto il Comitato Senz’Acqua Enna, accusato – specie sui social – di aver preso posizione politica in vista delle amministrative. Bruno respinge con fermezza questa lettura.“Il Comitato non è una lista elettorale né un soggetto partitico – sottolinea – ma un gruppo di cittadini che rivendica un servizio efficiente, efficace ed economicamente sostenibile, come previsto dalla legge. Difendere l’interesse collettivo non significa schierarsi in campagna elettorale”.Secondo Bruno, la scelta del Comitato di mantenere autonomia rispetto alle competizioni politiche rappresenta un elemento di coerenza, non di ambiguità. “Essere critici verso determinate scelte amministrative del passato non equivale a fare propaganda. È un diritto civico. Tentare di trasformare una battaglia sociale in uno scontro elettorale significa distorcere la realtà”.

“I cittadini non sono sudditi”

L’intervento si chiude con un richiamo alla responsabilità della classe dirigente e alla dignità dei cittadini. “Nessuno può pensare di trattare gli ennesi come sudditi o spettatori passivi. I cittadini sanno valutare, ricordano le scelte compiute e decidono liberamente”.Una presa di posizione netta, che riaccende il confronto su uno dei temi più sensibili per la comunità ennese. L’acqua, ancora una volta, si conferma non solo questione di servizi, ma terreno centrale del dibattito politico locale