Terzo mandato, c’è il sì della Corte Costituzionale Spiraglio per Draià, Bonelli e Greco

Con un post sul proprio profilo social il Sindaco di Nicosia Bonelli ringrazia gli elettori ed esclude l’ipotesi di un terzo mandato. La decisione arriva proprio il giorno dopo il deposito di un’altra sentenza della Corte Costituzionale che, invero, conferma la logica ispiratrice della normativa statale in materia  di diritto di elettorato passivo e cioè nessun limite di mandato nei Comuni demograficamente più piccoli, un limite di tre mandati consecutivi per i Comuni intermedi (come quelli di Nicosia, Agira e Valguarnera) e un limite di due mandati consecutivi per i Comuni con più di 15 mila abitanti.

La Corte costituzionale

Si tratta di una scelta del legislatore statale che intende realizzare un equo contemperamento tra i diritti e i princìpi costituzionali che vengono in considerazione. La Corte, scrutinando una normativa restrittiva del diritto di elettorato passivo approvata dalla Regione Valle d’Aosta, ha confermato che l’esigenza di «uniformità normativa» concerne «tutto il territorio nazionale», senza alcuna esclusione di quello delle Regioni ad autonomia speciale.

Il nodo del terzo mandato

In tale contesto, il mancato recepimento in Sicilia della normativa statale sul terzo mandato sta provocando un vulnus costituzionale che sarà verosimilmente sollevato in via incidentale dal Tribunale ordinario su apposito ricorso (ex art. 700 c.c.) e scrutinato dalla Corte costituzionale con sentenza additiva, dichiarando l’illegittimità dell’attuale normativa siciliana nella parte in cui non prevede qualcosa (il terzo mandato) che invece dovrebbe obbligatoriamente prevedere per conformarsi alla Costituzione. I diritti politici, sia quelli di elettorato attivo che di elettorato passivo, non possono avere infatti tante sfaccettature quante sono le regioni, comprese quelle a statuto speciale come la Sicilia.

Pertanto, i Sindaci uscenti dei Comuni di Nicosia, Agira e Valguarnera potranno liberamente decidere di non presentarsi all’elettorato per un terzo mandato, ma non potranno addurre a supporto della propria decisione ostacoli di natura ordinamentale.