Ospedale Umberto I, infarti trattati in casa: 81 interventi nel primo mese dell’Emodinamica
Enna-Cronaca - 24/02/2026
Ottantuno interventi in poco più di trenta giorni. È il dato che misura l’avvio dell’emodinamica all’ospedale Umberto I di Enna, operativa dal 19 gennaio scorso. Tra le procedure eseguite figurano 26 angioplastiche coronariche, alcune delle quali su pazienti arrivati in condizioni critiche.
Dal 13 febbraio il reparto è entrato nella rete IMA (Infarto Miocardico Acuto), iniziando a ricevere casi trasportati dal 118, compresi diversi STEMI — infarti acuti che richiedono un intervento immediato di rivascolarizzazione. In questi casi la tempestività è determinante: ridurre i tempi tra l’esordio dei sintomi e l’angioplastica significa limitare il danno cardiaco e aumentare le possibilità di sopravvivenza.
Il trasferimento in altre province
Prima dell’attivazione del reparto, i pazienti colpiti da infarto venivano trasferiti in altre province, con tempi inevitabilmente più lunghi e una gestione più complessa dell’emergenza.
Il reparto è diretto dal professor Marco Barbanti, cardiologo con esperienza maturata anche in ambito internazionale e già in servizio a Enna da tre anni. L’équipe può contare su sei cardiologi emodinamisti, cinque infermieri e tre tecnici di radiologia dedicati. A breve entreranno in servizio anche quattro tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, selezionati tramite concorso.
Apertura parziale: dalle 8 alle 20
Attualmente l’emodinamica è attiva dodici ore al giorno, dalle 8 alle 20, secondo quanto previsto nella fase iniziale. L’obiettivo dichiarato dalla direzione sanitaria è l’estensione progressiva alla copertura h24, condizione necessaria per garantire continuità completa nella gestione delle urgenze cardiologiche.
Sul piano clinico, i primi interventi hanno riguardato non solo procedure programmate ma anche casi complessi trattati in emergenza, grazie alla dotazione tecnologica installata fin dall’apertura. Resta ora la sfida organizzativa: consolidare i risultati, integrare stabilmente il reparto nella rete regionale dell’emergenza cardiologica e assicurare la piena operatività continua.
I numeri del primo mese rappresentano un indicatore significativo, ma sarà la tenuta nel medio periodo — in termini di volumi, esiti clinici e copertura oraria — a misurare l’impatto effettivo del nuovo servizio sulla sanità ennese. In cardiologia d’urgenza, più che le inaugurazioni, contano i tempi di risposta e la capacità di reggere la pressione dei casi reali.