L’ex comandante scommette su Vannacci: “Priorità è la sicurezza, allarme su baby gang”

Per oltre quarant’anni ha lavorato nella pubblica amministrazione tra Aidone e Piazza Armerina, fino a guidare la Polizia Locale. Oggi, dopo essere andato in pensione nel 2019, continua a mettere a disposizione la propria esperienza – anche a titolo gratuito – in diversi Comuni tra le province di Enna, Catania e Ragusa.
Walter Campagna è l’ex comandante della Polizia Locale di Piazza Armerina, team leader locale dell’associazione “Il Mondo al Contrario” e referente provinciale di Enna di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale ed europarlamentare .
Con lui abbiamo affrontato i temi della sicurezza nel territorio ennese, delle prospettive politiche del movimento e delle polemiche seguite alla recente pubblicazione di un articolo su Vivienna.

Campagna, qual è l’obiettivo politico di Futuro Nazionale in provincia di Enna?

Il primo obiettivo del partito sono le elezioni regionali e nazionali del 2027. Stiamo lavorando per strutturare il movimento sul territorio, partendo dalla provincia di Enna. Dopo la pubblicazione dell’articolo su Vivienna ho letto alcuni commenti lesivi nei miei confronti, ma questo non ci ferma: anzi, evidentemente abbiamo suscitato interesse. E l’interesse è il primo segnale che stiamo incidendo nel dibattito pubblico.

Da dove nasce il suo interesse per il generale Vannacci e per il progetto politico che rappresenta?

L’interesse nasce soprattutto dall’idea di sicurezza che il generale pone tra le priorità. È un tema centrale per le nostre comunità. Noi siamo iscritti all’associazione “Il Mondo al Contrario”, di cui sono team leader locale. Non ho incontrato personalmente Vannacci, ma ho interlocuzioni costanti con il segretario nazionale Raimondi e con il segretario provinciale di Catania.
C’è un dialogo continuo e una visione condivisa su alcuni temi fondamentali, primo fra tutti quello della sicurezza.

Perché è stato scelto come referente provinciale?

Probabilmente per la mia esperienza amministrativa. Ho maturato 44 anni di servizio tra Aidone e Piazza Armerina, lavorando in diversi settori della pubblica amministrazione: sono stato responsabile del personale e ho ricoperto vari incarichi fino alla guida della Polizia Locale.
Dopo il pensionamento, nel 2019, ho continuato a collaborare con altri sette Comuni, a titolo gratuito, come comandante della Polizia Locale e in altri ruoli anche in enti delle province di Catania e Ragusa. Credo che questa esperienza sul campo sia stata determinante.

Parliamo di sicurezza: qual è oggi la situazione in provincia di Enna?

Esiste un problema concreto di violenza giovanile e minorile, legato alle cosiddette baby gang. A Piazza Armerina il fenomeno è noto: parliamo di gruppi di una decina di ragazzini che si rendono responsabili di atti vandalici e che possono rappresentare un pericolo anche per l’incolumità delle persone.
Questi episodi sono in aumento e si intrecciano con una carenza cronica di organico nelle forze di polizia locale.

Può farci un esempio concreto?

Prendiamo il caso di Piazza Armerina: la Polizia Locale dispone di 11 unità, compresi comandante e vice comandante. E il vigile urbano non si occupa solo di verbali per violazioni del Codice della strada, ma svolge molte altre funzioni.
Il territorio è vasto, il servizio è attivo dalle 8 alle 20 e bisogna considerare anche i riposi settimanali. È evidente che, in queste condizioni, diventa difficile garantire un controllo capillare.

Che ruolo può svolgere la Polizia Locale nella prevenzione?

Il vigile urbano è una figura fondamentale perché conosce il territorio e le persone. Questo aspetto è determinante in chiave preventiva. La sicurezza non è solo repressione, ma soprattutto presenza e conoscenza del contesto sociale.

Il problema riguarda solo la Polizia Locale?

No, riguarda anche le altre forze dell’ordine. I carabinieri di Piazza Armerina devono occuparsi non solo della città, ma anche di Aidone, Valguarnera, Barrafranca e Pietraperzia, arrivando a sfiorare territori di altre province.
È evidente che il carico operativo è elevato. Per questo il tema della sicurezza, per noi, non è uno slogan politico ma una priorità concreta per la provincia di Enna.