“Suo figlio è nei guai”: la truffa che sta terrorizzando Centuripe

La telefonata arriva quando in casa c’è silenzio. Una voce ferma, tono istituzionale, parole che precipitano addosso come un macigno: «Suo figlio ha avuto un incidente, servono soldi subito». È così che si consuma il tentativo di truffa che nelle ultime ore ha fatto scattare l’allarme a Centuripe.A denunciare pubblicamente quanto sta accadendo è il sindaco di Centuripe, Salvatore La Spina, che ha invitato la cittadinanza a non abbassare la guardia. «Nel nostro Comune si stanno verificando episodi ai danni di persone anziane. I malfattori chiamano fingendosi Carabinieri e chiedono soldi per presunti problemi capitati a figli o nipoti», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando che nessuna forza dell’ordine chiede denaro per archiviare situazioni penali o procedurali.L’appello è diretto e senza mezzi termini: segnalare immediatamente ogni chiamata sospetta al comando locale dei Carabinieri e parlare con genitori e nonni per metterli in guardia.

Il copione della paura

La cosiddetta “truffa del finto carabiniere” è una tecnica ormai consolidata, raccontata più volte nelle cronache nazionali. I malviventi si presentano come appartenenti all’Arma dei Carabinieri e comunicano una notizia drammatica: un incidente stradale, un arresto imminente, un guaio giudiziario che coinvolgerebbe un familiare stretto.La richiesta è sempre la stessa: una somma di denaro da consegnare con urgenza per evitare conseguenze penali. In alcuni casi viene prospettata la necessità di pagare una cauzione; in altri si parla di risarcimenti immediati. La pressione psicologica è altissima. Alla vittima viene spesso impedito di chiudere la telefonata o di contattare i familiari, così da non darle il tempo di verificare.Pochi minuti dopo, un complice si presenta alla porta per ritirare contanti o gioielli. Tutto avviene rapidamente, prima che la lucidità possa prendere il sopravvento sulla paura.

Un attacco alla parte più fragile della comunità

Non si tratta soltanto di un danno economico. È un colpo alla fiducia, alla serenità, al senso di sicurezza delle persone più vulnerabili. Gli anziani, soprattutto se soli, diventano bersagli facili per chi sfrutta l’ansia di un genitore o di un nonno disposto a tutto pur di aiutare un figlio o un nipote.A Centuripe il clima è di forte preoccupazione. Il sindaco La Spina ha invitato la comunità a fare rete, a diffondere l’informazione, a non lasciare soli gli anziani. «Facciamo il passaparola e tuteliamo i nostri anziani», è l’esortazione rivolta ai cittadini.

La prevenzione come prima difesa

Le forze dell’ordine ribadiscono da tempo un principio fondamentale: nessun carabiniere chiede denaro per evitare arresti o chiudere procedimenti. In caso di chiamate sospette è necessario riagganciare immediatamente e contattare direttamente i familiari o il comando dei Carabinieri per una verifica.L’allarme lanciato dal Comune non è solo un avviso, ma un richiamo alla responsabilità collettiva. Informare, parlare, spiegare il meccanismo della truffa può fare la differenza tra cadere in trappola e sventare il raggiro.A Centuripe la tensione resta alta. Ma questa volta la comunità è avvertita. E la consapevolezza può diventare l’arma più efficace contro chi specula sulla pau