Truffe a Troina: falsi carabinieri chiedono soldi agli anziani, l’appello del sindaco: “State attenti”
Troina - 03/03/2026
Dopo Centuripe, anche Troina è finita nel mirino della banda di truffatori che prende di mira gli anziani con la tecnica del cosiddetto “finto carabiniere”. Le segnalazioni si sono moltiplicate nelle ultime ore, tanto da spingere il sindaco di Troina, Alfio Giachino, a diffondere un avviso pubblico per mettere in guardia la cittadinanza. Un allarme che arriva a poche ore di distanza da quello lanciato dal primo cittadino di Centuripe e che conferma come il fenomeno stia interessando diversi comuni della provincia di Enna.
Le parole del sindaco di Troina
“Ci risulta che in queste ore diversi cittadini – dice il sindaco Giachino – stanno ricevendo telefonate da persone che si spacciano per Carabinieri. Questi truffatori raccontano di presunti incidenti o problemi che coinvolgono familiari e persone care. Prestiamo la massima attenzione e, possibilmente, avvertiamo le persone anziane a noi vicine essendo più sensibili ad essere presi di mira da queste truffe. I militari dell’Arma dei Carabinieri stanno già effettuando le opportune verifiche”
Come agisce la banda
Il copione è quello ormai tristemente noto alle cronache nazionali. Una telefonata improvvisa, una voce che si qualifica come appartenente all’Arma dei Carabinieri, il racconto di un grave incidente stradale provocato da un figlio o da un nipote della vittima. Il tono è serio, istituzionale, studiato per non lasciare spazio a dubbi. Viene prospettato uno scenario drammatico, con conseguenze penali imminenti, e si fa leva sulla necessità di un intervento economico immediato per evitare l’arresto del familiare coinvolto.
La richiesta è sempre urgente. Si parla di una cauzione da versare senza indugi, di una somma in contanti o di gioielli da consegnare nell’arco di pochi minuti. Alla telefonata segue spesso l’arrivo di un complice incaricato di ritirare il denaro direttamente a domicilio. L’uomo si presenta con modi rassicuranti, talvolta esibisce un tesserino contraffatto, e sfrutta lo stato di agitazione della vittima per concludere rapidamente l’operazione. Solo in un secondo momento, contattando realmente il familiare, l’anziano si rende conto di essere stato raggirato.
Il sistema
Le inchieste giornalistiche condotte negli ultimi anni hanno evidenziato come dietro questi episodi vi siano gruppi organizzati con ruoli ben definiti. C’è chi effettua le chiamate a raffica da veri e propri call center improvvisati, chi si occupa del ritiro del denaro spostandosi tra province diverse e chi gestisce la logistica e i contatti. Si tratta di un sistema rodato che fa leva su tre elementi chiave: la paura, l’urgenza e l’autorità evocata dal nome dell’Arma.
Gli appelli
Le forze dell’ordine ricordano con fermezza che nessun appartenente all’Arma dei Carabinieri chiede denaro o preziosi a domicilio per risolvere problemi giudiziari. In caso di telefonate sospette, l’invito è quello di interrompere immediatamente la conversazione e contattare il numero unico di emergenza 112 per effettuare le necessarie verifiche.