La guerra arriva fino a Regalbuto: famiglia di 15 persone bloccata a Dubai
Regalbuto - 06/03/2026
I venti della guerra soffiano anche su un piccolo centro dell’entroterra ennese. Il conflitto tra Iran da una parte e Stati Uniti e Israele dall’altra, che sta ridisegnando gli equilibri internazionali e seminando tensione in molte aree del mondo, arriva fino a Regalbuto, nel cuore dell’Ennese.
La famiglia bloccata a Dubai
Qui la notizia di una famiglia originaria del paese rimasta bloccata a Dubai ha rapidamente fatto il giro della comunità, suscitando apprensione e solidarietà.
Si tratta della famiglia Maccarrone, quindici persone in tutto: tutti si trovano attualmente negli Emirati Arabi Uniti e, a causa dell’escalation militare nella regione, non possono rientrare in Italia.
La vicinanza del sindaco Longo
A dare voce alla preoccupazione della comunità è stato il sindaco di Regalbuto, Vittorio Angelo Longo, che ha affidato ai social un messaggio di vicinanza alla famiglia.
Il primo cittadino ha spiegato di aver appreso «con grande preoccupazione» della situazione in cui si trovano i Maccarrone, sottolineando come la notizia stia tenendo con il fiato sospeso non solo i parenti più stretti ma anche tanti cittadini che li conoscono e li stimano.
Un legame che affonda nelle storie personali e nel tessuto sociale del paese.
La storia della famiglia
Lo stesso sindaco ha ricordato un incontro recente, durante il periodo di Carnevale, quando aveva avuto modo di parlare con Francesca e Nicola. In quell’occasione, racconta, i due avevano condiviso con amarezza le difficoltà attraversate negli ultimi mesi: la loro attività turistica a Roccalumera, un albergo gestito dalla famiglia, aveva infatti subito gravi danni a causa del ciclone Harry che aveva colpito la zona.
Dal ciclone Harry alla guerra
Un colpo duro per un’impresa familiare costruita nel tempo e legata al settore dell’accoglienza. Poi la partenza per Dubai e, quasi improvvisamente, un nuovo ostacolo: l’esplosione del conflitto che ora rende difficile il rientro in Italia, situazione che coinvolge anche molti altri italiani presenti nell’area.
Il messaggio di un familiare: stiamo bene
Alla preoccupazione che attraversa Regalbuto ha fatto però seguito un messaggio rassicurante. Uno dei familiari ha voluto rispondere pubblicamente all’ondata di affetto arrivata dal paese con un breve messaggio condiviso sui social.
«Volevo ringraziare tutti per l’affetto e la vicinanza dimostratoci – scrive –. Volevamo rassicurarvi: stiamo tutti bene». La famiglia racconta di trovarsi «in una zona abbastanza sicura» e spiega che, in caso di pericolo, scatta un sistema di allarme che invita a mettersi al riparo fino alla fine degli attacchi.
Parole semplici, ma capaci di portare un po’ di sollievo a chi, da Regalbuto, segue con apprensione gli sviluppi della vicenda. Il pensiero resta quello espresso anche dal sindaco: che questa nuova prova possa concludersi presto e che la famiglia possa tornare a casa.
Intanto, in questo piccolo centro dell’entroterra siciliano, la grande storia della geopolitica incrocia ancora una volta le storie quotidiane delle persone, ricordando come i conflitti lontani possano avere eco profonde anche nelle comunità più piccole.