Enna al voto, il cerino in mano a Colianni: il Centrodestra ha un weekend per non implodere
Enna-Cronaca - 08/03/2026
C’è un weekend sul calendario di Francesco Colianni, e pesa come un macigno. L’assessore regionale all’energia, leader dell’Mpa-Grande Sicilia — il partito più forte del centrodestra ennese — si ritrova a fare da arbitro, pompiere e stratega in una coalizione che scricchiola rumorosamente.
Il lavoro di Colianni
Il compito che il centrodestra gli ha assegnato è semplice da enunciare, impossibile da eseguire senza fare vittime: trovare un nome condiviso per la candidatura a sindaco di Enna in vista delle amministrative di primavera. Tempo limite: fine settimana. Oltre, si va allo sbando.La coalizione che Colianni deve tenere insieme è un puzzle di sigle e personalità dalla geometria variabile: Noi Moderati, Fratelli d’Italia, Forza Italia e una galassia di movimenti civici che ruotano attorno ai nomi di Campanile-Contino, Vasapollo-Gloria e Scillia. Sulla carta, una coalizione solida. Nella realtà, un campo minato. E il guastatore più insidioso porta il nome di Forza Italia.
La doppia partita di Forza Italia
Dentro Forza Italia si gioca una partita nella partita, e le due anime del partito tirano in direzioni opposte. Da un lato c’è Luisa Lantieri, deputata regionale, che ha sì partecipato ai tavoli di coalizione ma che guarda con evidente simpatia a Paolo Gargaglione, presidente del Consiglio comunale di Enna, già candidato a sindaco per conto proprio. Un nome, quello di Gargaglione, che non è affatto una novità nel dibattito: era stato proposto dal coordinatore regionale di Forza Italia, Caruso, in un incontro di coalizione del mese scorso, ricevendo però il niet secco di Fratelli d’Italia. Eppure Lantieri non rinuncia.Sull’altro versante del partito azzurro, l’ala riconducibile all’europarlamentare Marco Falcone spinge invece per restare dentro la coalizione di centrodestra, giocando la partita fino in fondo. Ne fanno parte l’assessore comunale Gaetana Palermo e Francesco Occhipinti, numero due di Forza Italia nella provincia. Tra Occhipinti e Lantieri non scorre buon sangue: il contrasto è aperto, visibile, e rischia di diventare il vero convitato di pietra al tavolo delle trattative. Colianni dovrà fare i conti anche con questa frattura interna prima ancora di trovare il nome che tutti cercano.
Il piano B dei civici: il jolly Contino
C’è poi il capitolo civici, che nella partita ennese vale almeno quanto quello dei partiti strutturati. Se l’accordo di coalizione dovesse saltare — e il condizionale si fa ogni giorno più labile —, i movimenti civici potrebbero decidere di non aspettare il funerale del centrodestra e correre in proprio. Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Giovanni Contino, ex assessore, figura capace di coagulare attorno a sé consensi che attraversano le affiliazioni di partito. Contino come jolly, insomma, da giocare solo se il mazzo del centrodestra si rivela perdente.L’ipotesi civica non è un piano B di ripiego: è la dimostrazione che il territorio ha elaborato, in silenzio, un’alternativa al centrodestra tradizionale. Se Colianni non riesce a incollare i cocci, il rischio concreto è che i civici diventino un polo autonomo, sottraendo voti alla coalizione e contribuendo alla sua frammentazione.
Crisafulli aspetta e sorride
Fuori dal palazzo, o meglio fuori dal perimetro del centrodestra, c’è Mirello Crisafulli. Il candidato del Partito Democratico osserva, aspetta e — inutile negarlo — gode. Ogni giorno di fumata nera nelle trattative del centrodestra è un giorno di guadagno per chi può presentarsi agli elettori come la sola alternativa coerente, unitaria e già pronta. Crisafulli non ha bisogno di fare molto: gli basta che i suoi avversari continuino a litigare.È la legge ferrea della politica italiana, che vale da Roma fino a Enna: la frammentazione del centrodestra è storicamente il miglior alleato del centrosinistra. E in una città di dimensioni contenute come Enna, dove i rapporti di forza si misurano in poche migliaia di voti, la differenza tra una coalizione compatta e un centrodestra balcanizzato può essere decisiva.
I due scenari: intesa o resa dei conti
Sul tavolo restano due scenari, netti e senza vie di mezzo. Il primo: Colianni trova il nome, lo porta a fine settimana, la coalizione lo ratifica, Lantieri si allinea o viene marginalizzata, e il centrodestra si presenta unito — o quasi — alle urne. Scenario difficile, ma non impossibile, a patto che Mpa-Grande Sicilia sia disposta a fare una scelta coraggiosa, magari indicando un nome di mediazione che nessuno ama in maniera viscerale ma che tutti possano accettare. È la logica del candidato di compromesso: non il migliore, ma il più condiviso.Il secondo scenario è quello del liberi tutti. Fumata nera, tavolo che salta, ogni partito e ogni lista civica per sé.
In questo caso, alle elezioni si presenterebbero almeno tre poli distinti nell’area di centrodestra: uno riconducibile al Mpa e agli alleati fedeli, uno a Forza Italia nella sua ala Lantieri-Gargaglione, e uno civico attorno a Contino. E poi c’è l’outsider: Filippo Fiammetta con il suo coordinamento civico ennese
Il tempo scorre
Il risultato prevedibile è una dispersione dei voti che spalancherebbe le porte di Palazzo di Città a Crisafulli.Colianni lo sa. Lo sa anche chi, in questa partita, tace e aspetta che gli altri si brucino. Il cerino è acceso. E brucia veloce.