Comitati Cittadini Ennesi contro la guerra: “Costruire movimento pacifista dal basso”

I Comitati Cittadini Ennesi esprimono il loro disappunto contro il grave atto di guerra perpetrato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e le immediate ripercussioni e reazioni da parte dello Stato attaccato nei confronti dei paesi vicini che potrebbero portare a una escalation pericolosa non solo per tutto il Medio Oriente, ma anche e soprattutto per la vicina Europa e in particolar modo per la Sicilia.

Garofalo: “In Sicilia basi strategiche Nato”

«Ricordiamo – afferma il coordinatore provinciale Carlo Garofalo – che in Sicilia vi è la Base Nato di Naval Air Station Sigonella, da dove pare siano partiti i droni che hanno preparato il primo atto di guerra da parte di Usa e Israele, il MUOS di Niscemi e l’Aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi che potrebbe essere trasformato da scalo civile a scalo militare».

Secondo i comitati, la presenza di queste infrastrutture strategiche rende l’isola particolarmente esposta alle dinamiche del conflitto.

Il riferimento alla posizione della Spagna

«La prima pronta e vera reazione si è avuta dal Governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez – prosegue Garofalo – che ha subito manifestato la decisione che le basi Nato presenti in Spagna non potranno essere utilizzate ai fini della guerra».

I comitati sottolineano come il mondo sia già attraversato da numerosi conflitti: dalla guerra in Ucraina alla tragedia umanitaria nella Striscia di Gaza.

“La democrazia non si esporta”

«Non ci bastavano i tanti conflitti nel mondo – affermano – la guerra in Ucraina, il genocidio di Gaza, adesso anche una nuova guerra in Medio Oriente per destabilizzare il regime degli ayatollah e creare una democrazia». Per i comitati cittadini non è soltanto un problema di democrazia.

«La storia, anche recente – leggi invasione in Iraq – ci dimostra che la democrazia non si esporta, né si importa, ma nasce dal basso per volontà del popolo; semmai l’intervento esterno, se richiesto e solo se richiesto, dovrebbe servire a stabilizzare quello Stato sulla base della volontà popolare».

Gli effetti economici del conflitto

Secondo i Comitati Cittadini Ennesi, i primi effetti del conflitto sono già visibili.

«Aumento del costo del petrolio e di conseguenza impennata dei costi energetici per tutte le popolazioni, il che farà scoppiare l’inflazione con ulteriore impoverimento per lavoratori e pensionati». Dall’altro lato, sottolineano, gli Stati dovranno sopportare l’ennesimo costo di un conflitto. «Spedendo armi, munizioni e mezzi di guerra a discapito dei servizi essenziali, della sanità, delle pensioni».

“Chi pagherà il prezzo della guerra?”

«Ma chi pagherà questo scempio e chi saranno i beneficiari?», si chiedono i comitati. Lo scenario delineato viene definito drammatico: «Come al solito i pochi soggetti che si arricchiranno saranno sempre gli stessi, cioè i fabbricanti di armi e di morte».

L’appello per un movimento pacifista

Per come stanno le cose, secondo i Comitati Cittadini Ennesi la strada maestra è la costruzione di un movimento pacifista che parta dal basso. «La pace – concludono – è un diritto di tutti: costruiamo un grande movimento pacifista universale e trasversale. La pace la vogliamo tutti e tutti dobbiamo combattere per ottenerla». Solo in un mondo di pace e di fratellanza tra i popoli, affermano, sarà possibile dire addio al radicalismo religioso, alle disuguaglianze e garantire a tutti il diritto di vivere una vita dignitosa.