La neonata morta all’Umberto I, l’Asp: “Arrivata già in gravi condizioni, fatto tutto per salvarla”
√i√i - 20/03/2026
“La bambina è giunta all’Umberto I di Enna in condizioni già estremamente critiche, con una grave e prolungata compromissione delle condizioni vitali”. Lo afferma in una nota l’Asp di Enna in merito alla vicenda drammatica della neonata deceduta nell’ospedale ennese arrivata d’urgenza dal Barone Lombardo di Canicattì per cui la Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo di inchiesta.
La ricostruzione dell’Asp
Nella sua ricostruzione dei fatti, la direzione dell’azienda sanitaria precisa che “il parto, avvenuto lo stesso giorno del trasferimento, era stato effettuato con un cesareo in urgenza a seguito di un tracciato di allarme”, inoltre “il trasferimento su Enna era stato effettuato a seguito dell’impossibilità di ricovero ad Agrigento per assenza di posti disponibili”
In merito al lavoro dei medici dell’Umberto I di Enna, l’Asp afferma che “il personale sanitario del Presidio Ospedaliero ha operato con la massima dedizione e professionalità, tentando ogni possibile intervento. Il padre della piccola è stato accolto ed era presente durante tutto il percorso nell’ospedale ennese”. La morte della bimba, i cui genitori sono di Ravanusa, ha gettato nello sconforto la famiglia.
La bambina era già grave
“Purtroppo, nonostante ogni sforzo, non è stato possibile salvare la bambina: i medici ennesi hanno fatto tutto quanto umanamente e clinicamente possibile, ma le condizioni gravi e disperate in cui è arrivata la bambina non hanno permesso nessun tipo di recupero”.
In merito all’inchiesta, culminata con il sequestro delle cartelle a cui seguirà l’autopsia sul corpicino della piccola, “l’Asp di Enna accoglie con piena collaborazione l’apertura del fascicolo da parte della Procura della Repubblica di Agrigento e la conseguente acquisizione della documentazione clinica”.
“L’Azienda confida che gli esiti dell’autopsia e l’esame delle cartelle cliniche potranno fare piena luce sulla dinamica dei fatti escludendo qualsiasi ipotesi di responsabilità a carico dei sanitari” chiosa l’azienda sanitaria di Enna.