Scuola Neglia Savarese, insorgono genitori e prof: “Mancano farmaci salvavita e fotocopie”

Un centinaio di persone davanti ai cancelli. Genitori, insegnanti, personale ATA, rappresentanti di classe e di istituto. Stamane il disagio che da mesi cova dentro l’Istituto Comprensivo Neglia-Savarese di Enna è uscito in strada, con una manifestazione che ha dato volto e voce a una lettera-petizione sottoscritta da 400 firmatari e inviata al direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Filippo Serra e al dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Viviana Assenza.

Il documento – firmato congiuntamente da genitori, docenti e personale amministrativo, una convergenza tutt’altro che scontata – fotografa una scuola che, secondo i sottoscrittori, sta attraversando una crisi gestionale profonda. Le criticità elencate riguardano ambiti che vanno dalla sicurezza sanitaria degli alunni alla dispersione di fondi europei, dalla continuità didattica all’agibilità degli spazi scolastici.

Il caso dei farmaci salvavita

Tra tutte le questioni sollevate, una in particolare ha il sapore dell’urgenza assoluta. I firmatari denunciano ritardi nella gestione dell’ingresso a scuola dei farmaci salvavita per gli alunni che ne hanno bisogno. Secondo quanto riportato nella lettera, una risposta formale sarebbe arrivata solo dopo mesi di solleciti da parte delle famiglie coinvolte — un ritardo che i firmatari definiscono inaccettabile su una materia che, per sua natura, non ammette lunghi tempi di attesa.

I docenti pagano le fotocopie di tasca propria

C’è un dettaglio nella lettera che colpisce per la sua concretezza quasi simbolica. Gli insegnanti, si legge, sarebbero costretti a pagare personalmente le fotocopie per i propri alunni perché una stampante non funzionante non sarebbe stata riparata né sostituita nonostante i solleciti inviati fin dall’inizio dell’anno scolastico. Un episodio che i firmatari leggono come sintomo di un malfunzionamento più ampio, non come semplice disattenzione amministrativa.

Il quadro di criticità

La lettera non si ferma ai singoli episodi. Costruisce un quadro d’insieme che tocca più livelli della vita scolastica.

Le uscite didattiche che non si fanno. Secondo i firmatari la mancata disponibilità dei mezzi comunali si tradurrebbe sistematicamente nell’annullamento di eventi e uscite, anche quando vengono proposte soluzioni alternative. Il risultato, a loro dire, è che gli alunni della Neglia-Savarese sarebbero stati assenti a manifestazioni ed eventi a cui hanno partecipato tutte le altre scuole della città — dall’orientamento per le scuole medie a spettacoli e visite culturali.

Le classi scoperte. I firmatari segnalano ritardi nella copertura delle supplenze che avrebbero reso strutturale la pratica di distribuire gli alunni delle classi scoperte nelle altre aule. Una soluzione emergenziale che, diventando abitudine, genererebbe secondo i sottoscrittori sovraffollamento, perdita di ore di lezione e un danno formativo difficile da quantificare ma reale.

I fondi europei non utilizzati. Uno dei punti più gravi sul piano amministrativo riguarda, secondo i firmatari, la mancata progettazione per accedere ai fondi PNRR e PN 21-27. Risorse che sarebbero state in parte restituite senza essere utilizzate — denaro pubblico destinato all’innovazione didattica che, a loro dire, non sarebbe mai arrivato agli studenti.

I laboratori chiusi e la tecnologia ferma. La scuola disporrebbe di dotazioni multimediali, laboratori e una biblioteca, ma questi spazi risulterebbero di fatto inaccessibili agli alunni. Secondo i firmatari, strumenti acquistati con fondi pubblici resterebbero inutilizzati non per mancanza di risorse ma per carenze organizzative.

Il personale amministrativo sotto pressione. La lettera descrive un clima interno agli uffici di segreteria caratterizzato, secondo i sottoscrittori, da stress cronico, scadenze rincorse all’ultimo momento e difficoltà relazionali che si ripercuoterebbero sull’efficienza dell’intera struttura.

Il nodo con il Comune

La lettera chiama in causa anche l’Amministrazione Comunale su due fronti distinti. Le posizioni espresse restano quelle dei firmatari; anche l’ente locale, come la dirigenza scolastica, non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche in risposta alle contestazioni. ViviEnna raccoglierà le versione dei fatti di entrambi

Il primo fronte riguarda lo stato degli edifici. I firmatari segnalano caduta di intonaci e controsoffitti, una palestra chiusa, aule dichiarate inagibili e aree esterne — in particolare in alcuni plessi come quello di Pergusa — descritte come degradate e inaccessibili dopo ogni evento meteorologico per mancata manutenzione. Questioni che i firmatari dicono di aver a lungo taciuto per non alimentare allarmi, ma che ritengono non più ignorabili.

Il secondo fronte riguarda i trasporti scolastici. La mancata messa a disposizione dei pulmini comunali per le uscite didattiche viene indicata dai sottoscrittori come una delle cause principali dell’isolamento degli studenti dal territorio e dalla vita culturale della città.

Il grido di aiuto

Le segnalazioni all’Ufficio Scolastico Regionale, scrivono i firmatari, si sono moltiplicate nel tempo e sono arrivate da più fronti: sindacati, comitati di genitori, singoli docenti. La petizione con 400 firme e la manifestazione di stamane rappresentano il tentativo di alzare ulteriormente il livello di attenzione istituzionale.

«Non intendiamo fermarci», si legge in chiusura della lettera. La richiesta è esplicita: un intervento dell’USR per ripristinare le condizioni minime di funzionamento dell’istituto.