Mutui, Enna fanalino di coda in Sicilia ma le rate sono più sostenibili

Il 2026 si apre con segnali incoraggianti per il mercato dei mutui in Sicilia. Secondo l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it, nei primi due mesi dell’anno l’importo medio richiesto nell’isola ha raggiunto i 118.729 euro, il 2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Scende leggermente l’età media dei richiedenti (da 41 a 40 anni), mentre cresce in modo significativo la quota di chi sceglie il tasso variabile o misto: dal meno dell’1% a quasi l’8% del totale. Un segnale chiaro: con i tassi variabili che oggi partono dal 2,34% contro il 3,15% del fisso, molti mutuatari iniziano a guardare oltre la sicurezza del tasso fisso.

Enna ultima in classifica

Nel panorama provinciale siciliano, Enna si colloca all’ultimo posto per importo medio richiesto: 95.824 euro, circa 30.000 euro in meno rispetto a Palermo (125.549 euro), prima della graduatoria, e quasi 23.000 euro sotto la media regionale.

La classifica completa vede Palermo in testa, seguita da Catania (123.580 €), Messina (120.653 €), Trapani (115.985 €), Ragusa (110.476 €), Siracusa (108.463 €), Agrigento (99.431 €) e Caltanissetta (96.641 €). Enna chiude.

Cosa dice davvero quel numero

Il dato non sorprende chi conosce il territorio. Enna è la provincia siciliana con i valori immobiliari più contenuti: si compra a meno, quindi si chiede a meno. Non è necessariamente un segnale di debolezza strutturale del mercato creditizio locale, ma riflette una realtà economica ben nota, mercato del lavoro fragile, spopolamento, scarsa attrattività per i capitali privati. Il rovescio della medaglia: chi vuole acquistare casa a Enna affronta rate mensili più sostenibili rispetto a chi vive nelle grandi città siciliane, con un accesso al credito potenzialmente più agevole.

Fisso o variabile? La domanda che vale anche a Enna

Con un mutuo medio da circa 96.000 euro, la scelta tra tasso fisso e variabile non è banale. Il variabile — oggi al 2,34% — offre una rata iniziale più bassa rispetto al fisso (3,15%), con un vantaggio concreto nel breve periodo. Ma in uno scenario di incertezza sui mercati, quel vantaggio potrebbe ridursi nel tempo. «Non esiste una scelta migliore in assoluto», avvertono da Facile.it: «il consiglio è di affidarsi a un consulente esperto per scegliere la soluzione più adatta».