Caos sulle licenze musicali, i proprietari dei locali in subbuglio e Greco (Pd) accusa il Comune

A Enna organizzare una serata musicale, oggi, è diventato un percorso a ostacoli. Da quando la competenza sul rilascio delle licenze per pubblico spettacolo è passata dalle Questure ai Comuni, si sarebbe creato un blocco nel sistema delle autorizzazioni. È questa la lettura del consigliere comunale del Pd Marco Greco, che denuncia una situazione di stallo destinata a pesare soprattutto su locali e organizzazioni giovanili.

Le difficoltà dei proprietari dei locali

Per il consigliere, negli ultimi mesi “praticamente tutte o quasi le attività commerciali ennesi si sono viste non rinnovate le licenze di pubblico spettacolo”, con effetti immediati: niente dj set, niente live, niente eventi serali. Una paralisi che, sottolinea, non può essere liquidata come una semplice questione tecnica.

“È anzitutto una questione politica”, afferma, puntando il dito contro quella che definisce un’incapacità di trovare soluzioni. “Non ci si può sempre nascondere dietro al burocratese senza proporre risposte concrete”.

Il pasticcio burocratico

Il nodo, nella sua ricostruzione, starebbe anche nella difficoltà dell’amministrazione comunale di distinguere tra diverse tipologie di eventi: da un lato le serate da ballo assimilabili a una discoteca, dall’altro quelle che prevedono semplice intrattenimento musicale. Una differenza non secondaria sul piano normativo, ma che – sostiene – non verrebbe gestita in modo chiaro.

In questo contesto si inserirebbe anche l’episodio di un locale finito nei giorni scorsi sotto i controlli della polizia. L’attività, stando ad alcuni testimoni, sarebbe rimasta coinvolta proprio a causa di questo “pasticcio burocratico”, trovandosi senza una licenza che, di fatto, non sarebbe stata rinnovata.

Le conseguenze, però, vanno oltre il singolo caso. Il rischio, evidenzia, è quello di svuotare ulteriormente il tessuto sociale cittadino. “O ci mettiamo in testa che le serate sono parte integrante della vita di una città, oppure è inutile parlare di sviluppo”, osserva.

Nel suo intervento, il consigliere esprime anche solidarietà alle associazioni giovanili e agli operatori del settore. “C’è chi prova gratuitamente a creare movimento in una città sempre più vuota”, sottolinea, evidenziando come il blocco delle licenze rischi di spegnere anche queste iniziative.