Elezioni, l’abbraccio del Pd agli ex dipietristi, l’attacco di Enna Futura

C’è una parola che torna con insistenza nel dibattito politico ennese di queste settimane: coerenza. E come spesso accade in politica, più la si evoca, più sembra lontana.Enna Futura, il movimento a sostegno della candidatura a sindaco di Paolo Gargaglione – il cui portavoce è Dario Cardaci-ha alzato il tiro contro il Partito Democratico, che punta tutto su Mirello Crisafulli, con una nota che non lascia spazio a interpretazioni: «La nota diffusa dal segretario cittadino del Pd impone una riflessione che va oltre la contingenza politica e tocca un tema più profondo: il rapporto tra verità, coerenza e rispetto nei confronti dei cittadini».

L’affondo al Pd

Una premessa quasi filosofica, che però introduce una critica politica precisa e circostanziata.Il bersaglio è la contraddizione tra le dichiarazioni di principio e le scelte concrete. Il PD, che per cinque anni ha condotto un’opposizione durissima all’amministrazione Dipietro – al punto, ricorda Enna Futura, da «non votare neppure i debiti fuori bilancio» – oggi si ritrova a costruire liste con assessori e consiglieri di quella stessa giunta. Il simbolo del partito, peraltro, potrebbe non comparire nemmeno sulla scheda. Ma, come puntualizza il movimento, «il problema non è il simbolo di un partito, ma la coerenza politica delle scelte che si compiono». Un’accusa lanciata nelle ore scorse anche da Giusy Macaluso, consigliera del gruppo misto ed anche lei sostenitrice della candidatura Gargaglione

Il caso De Luca

La storia più emblematica è quella di Nino De Luca. Per lui si è parlato esplicitamente di un ritorno a casa: ex esponente dell’area progressista, poi approdato nell’orbita Dipietro, oggi di nuovo in corsa sotto il cielo del centrosinistra riformato. Un viaggio circolare che racconta, meglio di ogni analisi, la fluidità delle appartenenze nella politica locale. Più sfumate, ma politicamente significative, le adesioni di Scillia e Vasapollo, altri volti legati all’esperienza amministrativa uscente che gravitano verso la candidatura di Crisafulli.

Le accuse di incoerenza

È su questo cortocircuito che Enna Futura affonda il colpo con una domanda diretta: «Di quale coerenza parla il segretario cittadino del PD?». E la risposta, implicita ma inequivocabile, è che accogliere nelle liste «proprio coloro che hanno sostenuto quel programma e portato avanti quell’azione amministrativa» svuota di senso qualsiasi rivendicazione di alterità politica. La conclusione è un invito a fermarsi: «La politica dovrebbe fermarsi, riflettere e, se necessario, avere il coraggio di tacere. Non per sottrarsi al confronto, ma per rispetto della verità e, soprattutto, dei cittadini».

Le forze in campo

Sul fronte opposto, il centrodestra arriva all’appuntamento elettorale con una frattura visibile. Due candidature, due anime, un solo campo che rischia di dividersi i voti.Da una parte Paolo Gargaglione, sostenuto da Forza Italia, con porte aperte dichiarate a Fratelli d’Italia. Dall’altra Giovanni Contino, appoggiato da Noi Moderati e MPA. Una sovrapposizione di ambizioni che complica il quadro e che, in una città come Enna, può fare la differenza tra il ballottaggio e l’eliminazione al primo turno. Il quarto candidato è Filippo Fiammetta che ha con se un solo movimento.

Che farà Fdi?

Il nodo più intricato riguarda Fratelli d’Italia, che si trova letteralmente nel guado: tra la fedeltà a Gargaglione e l’attrazione verso Contino, il partito di Meloni a Enna non ha ancora sciolto la riserva, rischiando di arrivare al voto senza una posizione chiara o peggio, con una posizione che accontenta tutti e non convince nessuno.