Nessuna truffa all’Europa, Tribunale dissequestra beni di 9 allevatori

Importante svolta giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta “Grazing Code 2”, l’indagine che aveva ipotizzato una maxi truffa ai danni dell’Unione Europea nel settore agricolo commessa, nella tesi dell’accusa, da 9 allevatori della provincia di Enna, Messina e Catania, in particolare nelle zone di Troina, Cesarò, Mascali, Agira, Caltanissetta, Leonforte, Cerami e Capizzi.

La decisione del Tribunale del Riesame

Il Tribunale del Riesame di Enna ha infatti annullato i decreti di sequestro emessi dal GIP su richiesta della Procura Europea (EPPO), nei confronti dei 9 allevatori disponendo l’immediato svincolo di beni e titoli per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro.

 Il ribaltamento della tesi accusatoria

L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del Reparto Agroalimentare di Messina, si fondava sull’ipotesi che gli indagati avessero ottenuto indebitamente i contributi della Politica Agricola Comune (PAC) erogati dall’AGEA.  Secondo l’accusa, gli allevatori avrebbero omesso di attivare il cosiddetto “codice pascolo” nella banca dati nazionale VETINFO, un passaggio ritenuto dagli inquirenti necessario per certificare la reale movimentazione delle mandrie e permettere i controlli veterinari dell’Asp.

Tuttavia, il collegio difensivo dei 9 indagati ha contestato radicalmente l’insussistenza di tale automatismo. Secondo i legali, l’assenza formale dei codici non può essere considerata prova certa del mancato pascolamento

Le prove della difesa

Per smontare l’impianto accusatorio, la difesa ha prodotto una corposa documentazione tecnica e probatoria presso il Tribunale di Enna. Tra i materiali presentati figurano: consulenze tecniche  e accertamenti sanitari; testimonianze dirette; rilievi fotografici e video volti a dimostrare che le mandrie hanno effettivamente occupato e pascolato nei terreni avuti in concessione dall’azienda silvo-pastorale di Troina.

Tali prove hanno convinto i giudici del Riesame della correttezza nell’erogazione dei sostegni da parte dell’AGEA, portando alla restituzione di quanto precedentemente sequestrato

Gli indagati e il pool legale

Il provvedimento di dissequestro riguarda: Giuseppe Vivaldi Maimone, Biagio Antonio Lombardo, Daniela Lombardo, Fabio Siciliano, Rossella Lombardo, Sabina Impellizzeri, Salvatore Grasso, Doriana Pappalardo e Silvestro Cacciato.

Il successo della strategia difensiva è stato coordinato da un folto pool di avvocati composto da: Ones Benintende, Caterina Galati Rando, Eliana Maccarrone, Elvira Gravagna, Angela Scinardo, Mario Cosentino, Massimo Cavaleri, Davide Saraniti, Giuseppe Terrana e Carmelo Scillia.