Caso cori omofobi, Marino: “Gesti ignobili” ma Draià attacca: “Io la vera vittima”
Valguarnera - 12/04/2026
Il clima politico a Valguarnera si surriscalda in vista delle prossime consultazioni elettorali, trasformandosi in un acceso confronto legale e istituzionale. Al centro della polemica vi sono i presunti cori omofobi che sarebbero stati indirizzati ad Angelo Bruno, candidato sindaco della cittadina, durante un incontro privato avvenuto nel giorno di Pasquetta.
La condanna della deputata Marino
La vicenda ha assunto una rilevanza nazionale con l’intervento dell’onorevole Stefania Marino, deputata del Partito Democratico, che ha espresso ferma condanna per l’accaduto. «Esprimo la massima solidarietà e il mio sostegno ad Angelo Bruno», ha dichiarato la deputata, definendo i fatti come «attacchi meschini e di natura omofoba» .
“Gesti ignobili”
Secondo Marino, tali episodi rappresenterebbero «gesti ignobili» compiuti da chi sarebbe ormai «al tramonto della propria esperienza politica», ribadendo che la comunità di Valguarnera merita un dibattito di tenore differente.
Draià respinge le accuse ed attacca
La sindaca di Valguarnera, Francesca Draià, è tornata sulla vicenda, respingendo ancora una volta ogni accusa con estrema fermezza. La prima cittadina ha definito le ricostruzioni circolate sui social, in particolare tramite un account come «totalmente false, infondate e gravemente lesive» della propria reputazione. Draià ha smentito categoricamente che nella sua abitazione si siano verificati episodi discriminatori, parlando di una «narrazione distorta e strumentale» creata al solo scopo di ottenere visibilità elettorale
La sindaca ha inoltre annunciato di aver già attivato le tutele legali chiedendo l’immediata rimozione dei contenuti online.
“Siamo noi le vere vittime”
«Siamo noi le vere vittime di una storia che non esiste», ha affermato Draià, estendendo la propria solidarietà agli ospiti presenti nella sua abitazione quel giorno.
Draià punta il dito contro quello che definisce un metodo inaccettabile di colpire l’avversario attraverso la menzogna. La parola passerà adesso, con ogni probabilità, ai magistrati, chiamati a fare chiarezza su una vicenda delicata.