Enna Calcio, la maggioranza contro Travagin: “Il sindaco Crisafulli non ha fatto promesse”

Lo scontro tra il presidente dell’Enna Calcio Giancarlo Travagin e il sindaco Mirello Crisafulli entra nel dibattito politico cittadino. A prendere posizione sono i gruppi consiliari di maggioranza Enna Democratica e Prima Enna, che respingono le accuse rivolte dal presidente della società all’amministrazione comunale e negano l’esistenza di accordi anche sulla gestione dello stadio Generale Gaeta.

Il nodo dello stadio

La questione nasce dall’indisponibilità del Gaeta, interessato da lavori che al momento impediscono all’Enna di disputare lì le proprie partite. La squadra è costretta a giocare a Niscemi e la società ha già manifestato l’intenzione di utilizzare l’impianto nisseno per l’intera stagione, valutando anche una soluzione stabile per il prossimo campionato. Nel confronto con il Comune, Travagin ha sostenuto che sarebbero stati assunti impegni sulla disponibilità dello stadio. Una ricostruzione che i due gruppi consiliari respingono in modo netto.

“Il sindaco non ha stretto accordi”

“Il Sindaco non ha stretto accordi, men che meno “precisi”, non ha assunto – dicono i gruppi della maggioranza – impegni e non ha fatto promesse. E non soltanto perché non intendeva farlo, ma anche perché non poteva e non può farlo: un pubblico amministratore non può assegnare provvidenze e prebende, neppure mascherandole da “progetti” (come fatto da qualcun altro), per attribuire vantaggi economici a un privato, quand’anche questi si proponga come potenziale acquisitore della squadra che indossa i colori della città e salvatore del calcio nostrano. Provi, dunque, il contrario il Presidente dell’Enna Calcio S.C.D.C., con atti e documenti, oppure si ritiri in buon ordine”.

Il ruolo del sindaco nella società

La nota affronta poi un altro punto sollevato nel confronto: il passaggio della proprietà dell’Enna Calcio a Travagin.

I gruppi consiliari ricordano che Crisafulli non è proprietario della società, non detiene partecipazioni e non dispone di un potere di veto sul trasferimento delle quote.

“Il Sindaco non è il proprietario della squadra; non è titolare neppure di una quota minoritaria del capitale sociale della Enna Calcio Soc. Coop. Sportiva Dilettantistica. E non dispone di golden power o di un potere di veto che possa azionare per bloccare il trasferimento della proprietà della squadra da Tizio a Caio”, si legge nella nota.

La conseguenza, secondo la maggioranza, è che al sindaco non poteva essere attribuito un ruolo nella scelta del nuovo proprietario. “Mistifica dunque la realtà chi sostiene che il Sindaco abbia dato la squadra in mano al sig. Travagin o che ne dovesse verificare prima abilità e capacità finanziaria”, affermano i gruppi.

Dallo stadio alla gestione della città

Il confronto tra Travagin e Crisafulli non si è però limitato alla vicenda dello stadio. Il presidente dell’Enna ha rivolto critiche al sindaco anche sulla gestione di Pergusa, dell’autodromo e dell’ex Ciss, oltre ad aver espresso valutazioni sull’opposizione cittadina.

Crisafulli ha respinto le accuse e ha annunciato una querela nei confronti di Travagin. Ora la maggioranza interviene a sostegno del primo cittadino, contestando al presidente dell’Enna di essere entrato nel terreno della politica locale.

Il passaggio più duro della nota riguarda proprio Travagin. “Fa trasalire, poi, che il sig. Travagin piuttosto che chiudersi in un dignitoso silenzio, abbia voglia e trovi il tempo di occuparsi di politica locale”, scrivono Enna Democratica e Prima Enna.