V – Primo consuntivo per il Sindaco di Enna

Egregio Signor Sindaco del capoluogo di provincia più alto d’Italia, ci siamo permessi di segnalarLe bonariamente taluni aspetti della nostra cittadina, alcuni particolari di piccola entità, eppure così importanti (almeno per noi modesti cittadini!), nella speranza di ricevere un piccolo Suo cenno di riscontro. È tempo di fare un breve consuntivo.
Ma noi siamo come dei “poveri monatti” di manzoniana memoria a cui non è dato il bene di ricevere neppure una sola riga di attenzione.
Per ulteriore chiarimento è bene specificare che non volevamo una risposta scritta di assicurazione o di promesse, no!
Si “sperava” soltanto che la risposta venisse data alla città, ai suoi abitanti, agli ospiti della città, ai turisti che, nonostante la nostra ottusa ostinazione a trattare la nostra Enna come carta straccia, ancora ci gratificano della loro presenza. Noi speravano che si desse la possibilità ai cittadini di passare serenamente un’estate, senza il rumore assordante dei motori, senza le corse pazze di pseudo-centauri con i loro criminali slalom sulle piazze e le vie cittadine.
Si aveva speranza anche che venisse risolto il problema di un locale igienico per venire incontro alle esigenze fisiologiche di cittadini e di ospiti della città.
Certamente Lei è stato fortunato perché le “passeggiate” dei santi lungo le arterie principali sono finite con il finire dell’estate; Lei è fortunato perché l’inverno ennese è il suo migliore alleato per evitare che taluni “musicofili” abbiano la licenza di usare altoparlanti a 100 decibel nelle ore notturne, per non dire della Sua fortuna per l’arrivo delle meravigliose piogge che hanno avuto la capacità di pulire in pochi attimi la città senza l’aiuto di operatori ecologici. Ma la pioggia non è intelligente e lascia gli sterpi a crescere e rubare spazio alle piazze e alle strade. Ma noi siamo ben felici e “pretendiamo” che le piante trovino il loro libero sfogo perché fra non molto la Regione Siciliana bandirà un concorso per il migliore habitat cittadino di “macchia mediterranea” e la nostra città potrà concorrere per il prestigioso “PRIMO PREMIO ECOLOGICO REGIONALE”.
E poi lasciamo che i variopinti manifesti pubblicitari continuino a svolgere il meraviglioso ruolo culturale della “libera informazione” per rappresentare che la città di Enna consente ai cittadini ennesi e a quelli di tutto il mondo di venire ad “acculturare e acculturarsi” attraverso la tappezzerie dei muri di tutti i fabbricati cittadini.
Ma veda, Signor Sindaco, noi non ci permettiamo di lamentarci per il Suo silenzio. La città ha dato il plauso alla Sua candidatura a Sindaco con ampi consensi, che riteniamo plebiscitari, considerato che Lei ha ricevuto consenti da donne, uomini, vecchi, giovani e anche bambini. Il problema è un altro. Il problema è che Lei, se avesse letto i nostri modesti inviti certamente avrebbe dato la risposta che noi attendiamo. Ma la colpa non è Sua; la colpa è del Suo Ufficio Pubbliche Relazioni che non Le ha sottoposto le nostre modeste segnalazioni, a meno che le nostre segnalazioni erano di così modesto contenuto che non si è ritenuto opportuno prenderle in considerazione.
Si abbia la nostra stima e la nostra simpatia.

Vittorio Cavallotti

 



Sappiano gli avvenire che da questa casa (Enna) il 18 maggio 1895 Felice Cavallotti censore imperterrito di prepotenti parlando al popolo fremente di vita nuova e ammonendo con terribile esempio gli oppressori evocava EUNO lo schiavo Siro che in nome dell’umana eguaglianza a capo d’innumeri schiavi ribelli fiaccò mirabilmente più volte la prepotenza di Roma insegnando ai legislatori del Mondo gli schiavi non essere cose ma Uomini