Al Tribunale di Enna, licenziate tre addette alle fonoregistrazioni

Enna. Dall’oggi al domani si sono trovate licenziate. Si tratta delle ragazze che da tempo hanno assolto alla fonoregistrazione dei processo presso il tribunale di Enna Perdere il posto di lavoro in questo periodo significa scoraggiarsi, perdere un futuro che poteva essere accettabile. Scoramento, incredulità e tanta rabbia. Si tratta di Adriana Capasso, Rosalba Clemente e Giusy Palma, dipendenti delle Meeting sud srl, che si occupano delle fonoregistrazioni delle udienze penali. Venerdì sono arrivate a lavoro, come tutti i giorni, anche se è in corso da metà settembre uno sciopero a oltranza contro la società, che non paga loro lo stipendio da tempo, hanno trovato degli altri ragazzi al loro posto. Una situazione quasi incredibile perché non hanno ricevuto alcuna comunicazione, nessuna lettera di licenziamento. Il consorzio Astra, che ha in appalto il servizio di fonoregistrazione delle udienze, ha praticamente esautorato dai tribunali di Enna e Gela la loro società, sostituendola con un’altra, la Scuola Galotta di Potenza. Si tratta di una società che, a sua volta, ha assunto altro personale. In questo modo il servizio di registrazione è ripreso regolarmente, tant’è vero che le udienze sono riprese. Le tre ragazze, che lavorano da tanti anni in tribunale con professionalità ed efficienza, si sono trovate licenziate e con un anno e mezzo di stipendi arretrati.
“Penso che quanto accaduto sia una forte ingiustizia nei nostri confronti – ha commentato Adriana Capasso, a nome delle colleghe – Non solo non riceviamo stipendi, ma adesso rischiamo anche di perdere il lavoro. Vogliamo solo che siano garantiti i nostri diritti”.
Le tre ragazze, dal 2006, hanno lavorato in tribunale da lunedì a venerdì, con un orario impossibile, dalle nove del mattino e fino al termine delle udienze (spesso anche a sera inoltrata) per garantire la registrazione delle udienze. A giugno hanno iniziato uno sciopero a oltranza, di fronte a un numero indefinito di stipendi non pagati con soli acconti e la loro protesta ha costretto i magistrati del distretto ad intervenire presso la Meeting Sud, che poi, incontrando i sindacati Fim e Fiom avrebbero detto di non poter neanche prevedere un piano di rientro dai debiti nei confronti delle maestranze. I sindacalisti Eugenio Sasso della Fiom e Angelo Balistreri della Fim hanno chiesto un intervento da parte del Ministero del Lavoro e all’assessore regionale al Lavoro. “E’ incredibile che una situazione del genere si registri all’interno di un tribunale – commentano alcuni avvocati – l’auspicio è che le istituzioni intervengano per risolvere il problema in maniera concreta”.