V – IO, CITTADINO DELLA PROVINCIA DI ENNA

Sono onorato, sono felice, sono entusiasta del mio capoluogo, Enna.
Sono onorato perché Enna affonda le sue radici nei millenni.
Ed è rimasta sempre la stessa come ai tempi in cui da tutto il Mediterraneo arrivavano migliaia di devoti pellegrini a venerare la Dea Cerere.
Nulla è cambiato. Tutto è rimasto come allora: le ingiurie del tempo non hanno modificato le sue strade, le sue piazze, i suoi edifici. Vero è che qualche sacrilegio è stato commesso nelle costruzioni, ma la città è sempre quella di Cicerone.
Il progresso motorizzato del nostro tempo non ha scalfito la sua bellezza. Con molto garbo gli abitanti della città, allo spuntar del sole, si recano al centro a depositare i loro veicoli ai margini dell’unica strada che conduce dal Monte alla Rocca per iniziare serenamente la loro attività lavorativa.
A me cittadino di una delle altre 19 città della provincia è riservato l’ampio parcheggio della Rocca o del Monte. In sostituzione o, per meglio dire, in aggiunta, esiste a Enna Bassa un grande parcheggio dove possono essere lasciati i veicoli per tutto il tempo necessario, poiché un rapido servizio di autobus collega quella zona con il centro cittadino. Vi è solo un piccolo neo: il Comune non ha adeguatamente segnalato tale ampio parcheggio per cui è praticamente impossibile trovarlo. Ma non basta! Le previdenti amministrazioni hanno realizzato imponenti strutture destinate a parcheggio proprio nel centro cittadino, o per meglio dire, a Enna Alta. Tuttavia, bisogna segnalare anche in questo caso una piccola omissione: il Comune non ha realizzato la strada di accesso a queste strutture per cui vengono considerate invisibili.
Il mio caro Capoluogo di Provincia! Non esistono manifestazioni che possano intralciare la circolazione, tanto è vero che in alcune occasioni non si nota il transito neppure di un modellino di auto per bambini.
Ma ai residenti delle 19 città della provincia è anche noto che vi è soltanto una manifestazione di grande importanza che ha luogo nella città Capoluogo il due luglio.
Può succedere qualche rara volta che alcuni residenti extracapoluogo partano dal loro comune, poniamo Troina che è il più distante, arrivino a Enna e trovino il transito chiuso per una imprevista manifestazione. Nessun problema! Quel cittadino, per il grande onore di far parte della Provincia di Enna, se ne ritorna felice nella sua città, decantando, tuttavia, la cortesia dei vigili addetti al transito.
Certamente vietare il transito ai veicoli è un provvedimento di grande civiltà poiché anche i cittadini ennesi residenti sono costretti a buttare dal Belvedere i loro veicoli perché non possono essere parcheggiati nell’unica arteria “MONTE-ROCCA”.
Nessuna protesta, nessun rammarico; tutto è a posto.
Tale comportamento deriva dal lavaggio di cervello subìto nella seconda guerra mondiale:

Vittorio Cavallotti




Sappiano gli avvenire che da questa casa (Enna) il 18 maggio 1895 Felice Cavallotti censore imperterrito di prepotenti parlando al popolo fremente di vita nuova e ammonendo con terribile esempio gli oppressori evocava EUNO lo schiavo Siro che in nome dell’umana eguaglianza a capo d’innumeri schiavi ribelli fiaccò mirabilmente più volte la prepotenza di Roma insegnando ai legislatori del Mondo gli schiavi non essere cose ma Uomini.