La Provincia di Enna la più penalizzata per gli interessi vessatori dei sistemi di riscossione dei tributi in Sicilia

La provincia di Enna, cenerentola della Regione Siciliana, già intrappolata nelle maglie di una recessione interna dovuta all’endemica difficoltà delle aziende a contrastare la concorrenza delle altre realtà si ritrova, ancora una volta, ad affrontare un ulteriore momento nero per l’intera economia locale. Alle già precarie condizioni economiche, che stanno mettendo a rischio persino quelle famiglie che, fino a poco tempo fa, erano ben lontane dalla odiosa soglia di “rischio povertà”- viene evidenziato – un sistema di esazione delle tasse, attuato dagli enti previdenziali e da quelli preposti alla riscossione, in particolare dalla Serit Sicilia SpA, fortemente vessatorio per migliaia di piccoli artigiani, commercianti, lavoratori autonomi e famiglie siciliane. Sono in tanti a protestare e molti indicano che sarebbe opportuno che si prendessero opportuni contatti con il Vicepresidente della Commissione ‘Affari Istituzionali’ dell’Assemblea regionale, onorevole Vincenzo Vinciullo, che ha presentato un’interrogazione parlamentare, con la quale chiede al Governo della Regione di convocare i vertici della Serit Sicilia SpA per concertare un sistema di riscossione dei tributi che tenga conto dell’attuale crisi che sta investendo l’intera economia siciliana e sta colpendo in maniera indiscriminata il territorio ennese. Il sistema di riscossione applicato attualmente dalla Serit Sicilia SpA, infatti, è poco trasparente, farraginoso e persecutorio, con sovrattasse abnormi, interessi di mora e ricarichi ingiustificati che rasentano il livello di usura. A questo si aggiunge l’immediata apertura di ipoteche e blocchi amministrativi che proprio la Serit applica non appena non si riesce a pagare quanto dovuto. Il Provvedimento, di fatto, blocca le aziende, che non possono più usare le proprie attrezzature ed i propri mezzi posti sotto sequestro. Le organizzazione di categoria sottolineano che bisogna, quindi, porre fine a questo quadro desolante che ha persino allarmato autorevoli esponenti del clero, che hanno lanciato un pesantissimo atto d’accusa contro un sistema riscossorio che, se da un lato vuole tutelare gli enti impositori, dall’altro riduce sul lastrico intere famiglie e porta al collasso artigiani, commercianti e piccoli imprenditori. Alcuni consiglieri provinciali proporranno nel corso dei lavori del consiglio, lo studio del problema in una dei prossimi incontri della seconda Commissione di studi, perchè si possa suggerire all’ Amministrazione Provinciale ed al Consiglio Provinciale un seria proposta di intervento.