Vista del Cardinale Dias ad Enna, il porporato indiano ha trasmesso una intensa energia
Enna-city - 12/02/2012
Enna. Che non sarebbe stata una giornata come le altre lo si era capito già nell’immediata vigilia, ma l’impatto con la presenza del cardinale Ivan Dias ha superato le attese perché il porporato indiano ha trasmesso un’energia spettacolare a chi ha seguito il suo viaggio ennese. “Le sofferenze degli innocenti hanno un valore infinito” è solo uno dei messaggi che il Cardinale Dias ha lanciato visitando luoghi di sofferenza quali possono essere l’ospedale o il carcere di Enna oltre che la casa di riposo che l’ha accolto durante la sua permanenza ad Enna in occasione dei festeggiamenti per il Seicentesimo anniversario dell’indizione di Maria Ss. della Visitazione a Patrona di Enna.
La giornata del Cardinale è stata ricca di incontri, la prima tappa è stato l’ospedale “Umberto I” dove ha incontrato il personale e gli ammalati, ha inaugurato la cappella, benedetto una statua della Madonna e visitato alcuni reparti dove ha anche incontrato un confrate della Visitazione ricoverato. Il viaggio del Cardinale Dias è poi proseguito al carcere di Enna dove è stato accolto dai detenuti che avevano partecipato alla messa con i volontari dell’Unitalsi, ascoltandone le testimonianze e rivolgendo loro parole di speranza.
Sono stati momenti emozionanti, quelli che hanno vissuto il cardinale, i detenuti e con essi il personale carcerario, il sindaco Paolo Garofalo ed il vice Angelo Di Dio che hanno accompagnato il cardinale in tutti i suoi spostamenti così come il vescovo diocesano Mons. Michele Pennisi ed il vicario foraneo Mons. Petralia che ha detto: “La Chiesa con la visita del Cardinale al persone che hanno più bisogno, ha voluto portare conforto e la città ha risposto ben oltre le aspettative”. Il Cardinale ha poi pregato per i detenuti e per le loro famiglie e si è congedato impartendo la benedizione.
Nel pomeriggio, dopo l’incontro con gli anziani e con il personale della Casa di Riposo “S. Lucia” si è recato al Duomo dove lo attendevano gli ammalati e numerosi volontari, tra cui l’Unitalsi, per celebrare la messa (che contrariamente a quanto previsto non è stata animata dalla corale Maria Ss. della Visitazione sostituita all’ultimo da un altro coro) durante la quale il Cardinale Dias ha impartito l’Unzione degli Infermi, mentre dopo l’Eucarestia il Cardinale ha pregato per la guarigione dell’anima, del corpo e dello spirito. L’ultimo atto di una giornata che difficilmente gli ennesi potranno mai dimenticare e che, certamente, ha dato la giusta dimensione ai festeggiamenti per il 600° della Patrona. Questa sera, infine, alle ore 17 nella chiesa di San Marco inizierà il secondo ciclo di conferenze sul tema “La spiritualità di Maria” con relatore il prof. Don Rino La Delfa.

La visita del Cardinale Ivan Dias al carcere di Enna è certamente stata molto toccante perché ha permesso al cardinale di conoscere ed ascoltare i reclusi i quali, tramite il discorso di un loro compagno – E. F. – hanno espresso tutta la loro gratitudine per questa visita che giunge nel giorno della Madonna di Lourdes.
Già in mattinata i detenuti avevano partecipato alla messa celebrata dal cappellano Don Giacomo Zangara, alla presenza della sezione dell’Unitalsi di Enna, la confraternita della Visitazione e i volontari del carcere. Il cappellano ha presentato l’attività pastorale che si svolge dietro le sbarre e sottolineato la diversità culturale del carcere ennese che non divide, ma unisce. Poi il cardinale, che ha donato ai detenuti una corona del Rosario, ha seguito attentamente la testimonianza dei reclusi raccontata dal detenuto E. F.: “Non ho mai incontrato un Cardinale anche se la Chiesa, con le visite continue del Vescovo Pennisi, di suor Alberta, di tanti volontari e soprattutto con la presenza preziosa e indispensabile del nostro Cappellano Padre Giacomo, la incontriamo quotidianamente attraverso tante iniziative”; spazio poi ai disagi della vita carceraria a causa del sovraffollamento, ma apprezzamento per “il gesto di Sua Santità, il nostro Papa Benedetto XVI che ha visitato il carcere di Rebibbia a Roma. Noi tutti abbiamo ricevuto grande speranza dalla Sue parole affinché la pena non si trasformi in tortura”.
“Eminenza – ha detto il detenuto – la Sua visita per noi è la stessa cosa! Dimostra un’attenzione verso di noi che ci conforta e ci commuove. Lei non ha dimenticato i detenuti in occasione della giornata del malato facendo vivere il messaggio del Vangelo che mette insieme i malati ed i detenuti, la visita agli ammalati e la visita ai carcerati”.
Toccante il finale della lettera: “Eminenza Reverendissima, noi vogliamo scontare la pena ma in un modo umano e dignitoso, Lei ha trascorso una vita di religiosità in tante parti del mondo, è a capo di tutti i Vescovi dell’India e di importanti missioni della Chiesa, è stato nominato Cardinale da quel grande Papa Santo che è stato Giovanni Paolo II, grazie per averci onorato della Sua illustre presenza, per noi è un grande giorno”. Queste parole hanno commosso il cardinale Ivan Dias e ciò ha lasciato un segno tangibile nel cuore dei detenuti.
William Savoca