Enna. Consiglio comunale su contributo all’Anpas per piano protezione civile

Enna. Regolamento degli agenti contabili interno al comune e tre interpellanze che riguardavano il piano comunale di protezione civile, le bollette Tarsu e sulla mancanza di bolli nei ricorsi Tarsu erano gli argomenti in discussione al consiglio comunale riunitosi mercoledì sera. Prima dell’inzio dei lavori è stato ricordato con un minuto di raccoglimento il notaio Salvatore Argento. Veloce l’approvazione del regolamento degli agenti contabili, quindi le tre interpellanze. Quella sulla redazione del piano di protezione civile era stata presentata dal consigliere Filippo Fiammetta del gruppo federato; un piano,il cui costo è di 35 mila euro e che è stato affidato all’associazione Anpas . Il sindaco Paolo Garofalo ha risposto evidenziando che “il Comune è sprovvisto di tale piano e la redazione è un obbligo di legge”. Il capoluogo è dotato di un piano speditivo del 1996, commissionato dall’allora sindaco Antonio Alvano, ma che non risponde più alle esigenze attuali ed il sindaco Garofalo ha anche spiegato all’aula che per la redazione del piano c’è la disponibilità di esperti delle università Kore, scienziati della Basilicata, di Pisa e dei responsabili nazionali dell’Anpas “che riceveranno solo rimborsi spese” e che già una prima riunione è stata fatta nella sala riunioni della Protezione Civile di via dello Stadio . Il consigliere Fiammetta non è rimasto soddisfatto dei chiarimenti del sindaco ed è stato critico nei confronti dell’amministrazione dichiarando che l’amministrazione “non ha potenziato l’Ufficio di protezione civile” e che il “piano speditivo è perfettamente funzionante”. “Trasformerò – ha concluso Fiammetta – l’interpellanza in mozione”. Le altre due interpellanze sono state presentata da Dario Cardaci, capogruppo del Pdl. La prima sull’emanazione da parte del Comune delle bollette Tarsu che presentano scarsi chiarimenti. Per l’assessore al bilancio Vittorio Di Gangi bisognava “dare copertura ai servizi erogati”, ma a luglio si avrà il giudizio del Tar di Catara. La seconda interpellanza riguardava i bolli dei ricorsi; sostanzialmente il Comune ha inviato all’Agenzia delle entrate i ricorsi ma privi dei bolli per il pagamento della tassa. “Non è stata una ripicca – ha risposto Vittorio Di Gangi – ma rispondere a quanto la legge chiede”. C’è stato un battibecco tra i due e Dario Cardaci ha risposto che “se voleva fare demagogia avrebbe proposto una mozione o stampato manifesti”.