Enna. Randagismo: progetto dell’Associazione AlphaDog

Enna. L’ Associazione AlphaDog sta attuando da tempo un progetto pilota sul territorio di Pergusa, una delle zone che più risente del fenomeno randagismo, per scongiurare le soluzioni drastiche e sopratutto inutili.
Non è questione di fanatismo è questione di volersi occupare di “casa propria” con intelligenza senza nascondere la spazzatura sotto il tappeto.
Questo è quello che stanno facendo un gruppo di ragazzi armati di sola tenacia.
Abbiamo da tempo dimostrato, riducendo notevolmente il numero dei randagi, che la soluzione a tale situazione non è pagare 460.000 € l’anno ad un canile privato, ne l’accalappiamento di massa di cani non aggressivi di cui inoltre nessuno si è mai domandato che fine facciano e come vivano. L’accalappiamento è una soluzione temporanea, giusto il tempo che i nuovi randagi dalle campagne si spostino nel centro abitato, ne è tantomeno utile la creazione di un canile comunale che magari qualcuno può vedere come una soluzione in “casa propria” per risparmiare, ma realmente non farebbe altro che spostare i reclusi a vita da un carcere ad un altro continuandone a pagare le spese.
I cittadini giustamente irritati chiedono a gran voce una soluzione definitiva e dignitosa.
Ma qual è la soluzione reale?
Bene, i fatti ed i numeri parlano chiaro.
Non serve spendere queste cifre spropositate, specialmente in un periodo in cui questi soldi servirebbero alla collettività.
La soluzione è quella richiesta dalla legge sin dall’anno 2000 ed adottata da migliaia di Comuni in tutta Italia.
Sterilizzazioni delle femmine, per cui sono stati già spesi soldi pubblici nella creazioni di strutture pseudo adatte allo scopo (ex macello) e mai utilizzate, una massiccia opera di adozione dei randagi dimoranti sul territorio (cosa che siamo in grado di fare), denuncia delle nuove cucciolate padronali entro 5 giorni e denuncia degli abbandoni.
La nostra associazione (ex LIDA ora ALPHADOG) negli ultimi tre anni per circa 300 randagi ha evitato un esborso da parte delle casse comunali di circa 550.000 €. No, non è un errore di battitura. Semplici ragazzi ci sono riusciti.
Sapete con quanto? Circa 50.000 €.
Sapete con quanto ha contribuito il Comune? 0 €. ZERO
Sapete chi ha uscito questi soldi? Le donazioni provenienti esclusivamente dal nord Italia dove Enna è una realtà conosciuta.
L’attività svolta dai nostri volontari non limita la libertà di nessuno e risolve casi che molti non vedono, ne sono una testimonianza le cucciolate del Manila, delle Cooperative Giove e tutti i cani recuperati nei centri abitati di Pergusa.
Questo a fatto risparmiare soldi ai cittadini ed ha evitato che il numero dei randagi crescesse in maniera esponenziale. Quindi proponiamo la risoluzione al problema, ma come soluzione degna di un paese civile.
L’azione di monitoraggio che effettuiamo giorno per giorno ci mostra una realtà completamente diversa per quanto riguarda i cani pericolosi.
I cani che abbiamo constatato avere un comportamento aggressivo sono quelli tenuti da privati all’interno delle loro abitazioni, spesso legati a catene corte o rinchiusi in piccoli recinti e che non vengono mai socializzati o educati al rapporto umano; Sono questi gli animali che in caso di fuga o abbandono possono determinare un serio pericolo per la collettività.
Noi siamo semplici cittadini mossi da un sentimento comune, ci siamo resi attivi nel raggiungimento di un obbiettivo, senza delegare gli altri, comprese le istituzioni che si mostrano sorde di fronte alle richieste ed alle soluzioni dei loro abitanti.

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