Catania, chiude il ciclo “Donne in campo” e apre “Filminscena”
Enna-Cronaca - 23/05/2012
Chiusura in bellezza per la prima edizione di Donne in campo, che sarà suggellata da Cristina Comencini, regista e scrittrice tra le più rilevanti del panorama non solo italiano. In prima linea per i diritti delle donne, lartista ha accettato con entusiasmo linvito al ciclo di approfondimenti promossi dal Teatro Stabile di Catania e dal comitato catanese del movimento femminista Se non ora quando?. Lintervento della celebre cineasta apre al contempo la seconda edizione di Film in scena, la rassegna di incontri con i grandi del cinema, altra interessante iniziativa dello Stabile, affidata alla cura della giornalista Ornella Sgroi, valente critico cinematografico.
Lappuntamento con Cristina Comencini è per giovedì 24 maggio al cinema multisala King (ore 19:30): alla proiezione del film Quando la notte seguirà il dibattito coordinato da Ornella Sgroi e animato dalla Comencini insieme a Grazia Giurato per Snoq Catania e Rita Palidda, sociologa e docente della Facoltà di Scienze Politiche dellUniversità catanese.
Riflettere a più voci sugli aspetti intimi e sociali di una femminilità troppo spesso banalizzata, offesa, violentata. È con questo nobile intento che Stabile e Snoq Catania hanno organizzato gli incontri tematici di Donne in campo, mirati ad approfondire l’universo femminile, ribadendo l’importanza di un’emancipazione sociale e sessuale per molti aspetti ancora lontana. L’iniziativa ha riscosso, da gennaio ad oggi, sempre maggiore partecipazione da parte del pubblico e in particolare dei giovani, innestandosi con coerenza nella stagione teatrale dello Stabile, significativamente intitolata Donne. L’altra metà del cielo.
Nella medesima visione rientra la scelta del film Quando la notte, storia di Marina (Claudia Pandolfi), giovane madre in vacanza in montagna col suo bambino, e Manfred (Filippo Timi), guida dal carattere chiuso e sprezzante, abbandonato da moglie e figli. Una notte succede qualcosa nell’appartamento di lei e Manfred interviene, portando il piccolo ferito in ospedale. Da quel momento l’uomo si metterà sulle tracce di una verità inconfessabile che Marina ha nascosto a tutti, mentre lei intuirà il segreto familiare all’origine dell’odio di Manfred verso le donne. Una pellicola delicata e intensa che esplora i contorti recinti dei rapporti emotivi tra i due sessi, scandagliando gli aspetti anaffettivi che segnano gli archetipici rapporti tra uomo e donna, siano essi amanti, madre e figlio, marito e moglie.
Il film, presentato non senza polemiche a Venezia nel 2011, è tratto dall’omonimo romanzo della stessa Comencini, tra le più rappresentative attiviste del nuovo femminismo italiano, esploso all’indomani degli squallidi scandali che hanno accompagnato gli ultimi anni della nostra politica, degradando l’immagine delle donne di questo Paese, troppe volte rappresentate come oggetto, intrattenimento e decoro ad uso e consumo del compiacimento maschile.
Il confronto democratico verte proprio su questi e altri temi di rilevanza sociale e civile: realtà di cui teatro, letteratura, cinema sono lo specchio. Una priorità per lo Stabile che continua a scandagliare il discorso sullarte e sulle arti, superando i confini del palcoscenico, per una proposta ampia e variegata fatta non solo di dialogo con i protagonisti del teatro, ma anche di novità letterarie, pellicole d’autore, approfondimenti. Lo confermano appunto variegate iniziative come Donne in campo e Filminscena, alle quali si intrecciano gli appuntamenti di Librinscena e Donne in campo.
«Concepire la cultura come mero intrattenimento spiega Giuseppe Di Pasquale, direttore del TSC sarebbe errore madornale in cui la politica del nostro Paese rischia troppo spesso di incorrere. Fin dalle origini il teatro nacque come luogo necessario alla polis per raccontare e raccontarsi, costruendo la propria identità dinnanzi a se stessa e al mondo. Allargare l’offerta culturale di un ente di grande rilevanza, come quello che ho lonore di dirigere, significa restituire al teatro la sua funzione originaria di fucina del futuro attraverso l’identità e la memoria».
a cura di Sandra La Fico