Sicilia. Crisi: sindacati e imprese scrivono a Napolitano e Monti
Enna-Cronaca - 24/05/2012
Un appello a Napolitano e Monti per una “interlocuzione diretta” delle forze economiche e sociali siciliane con presidenza della Repubblica e presidenza del Consiglio, “per sottoporre alla loro attenzione l’urgenza di interventi diretti, mirati e straordinari, nei confronti della Regione siciliana”. A richiederlo Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, Cna, Casartigiani, Confartigianato, Claai, Agci, Confapi, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Unicoop, Confcommercio, Confesercenti e Ugl. Sono le diciotto associazioni regionali, sindacali e dell’imprenditoria, che l’1 marzo hanno sfilato assieme a Palermo, per la prima volta nella storia dell’Autonomia, nella “Marcia per il lavoro produttivo” che ha chiesto una svolta sul terreno delle politiche regionali, economiche e sociali. La nota è stata consegnata al prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, in occasione della visita alla città di Napolitano e Monti, per il ventesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Sindacati e imprese siciliani denunciano “l’aggravamento” della situazione economica, sociale e occupazionale; “l’insostenibile crisi finanziaria della Regione ancor più evidenziata – sottolineano – dall’incertezza legata alla vicenda del bilancio 2012. L’assenza “di strategie e politiche mirate al risanamento” del bilancio regionale. La mancanza di una “efficace programmazione per l’utilizzo dei fondi strutturali e delle poche risorse disponibili per arginare gli effetti della recessione economica”. Ancora, la “consapevole preoccupazione che di fronte alle crescenti tensioni sociali e all’impoverimento ulteriore del nostro tessuto economico-produttivo, l’attuale classe politica e dirigente regionale continui a mostrare inadeguatezza e mancanza di responsabilità mentre necessitano scelte coraggiose in direzione del risanamento finanziario e dell’attivazione dello sviluppo dell’Isola”. “Siamo molto allarmati – concludono le diciotto sigle – che il clima pre-elettorale alimenti un ulteriore saccheggio delle nostre risorse pubbliche come in passato purtroppo è sempre avvenuto, portando la Sicilia in una condizione di fragilità maggiore rispetto ad altre regioni, senza prospettive e in una situazione di oggettivo default che aggrava anche le condizioni finanziarie dell’intero Paese”. Da qui la nota affidata al prefetto per un primo passo istituzionale in vista del confronto con il governo e con il Quirinale.