Enna. Crisi del PD ennese, sempre più acuti i contrasti. Segretario Alloro: on.li Galvagno e Termine non sono tesserati

Le due anime del Partito Democratico ennese stavano provocando una rissa nel corso dei lavori dell’assemblea regionale siciliana, poi finita in un nulla di fatto perché è stato sostenuto che i due deputati regionali Elio Galvagno e Salvatore Termine, che rappresentano l’altra anima del PD ennese non avevano diritto a voto in quanto non risultavano iscritti al circolo ennese, i quali operò avevano ricevuti i contributi dei due deputati pari a circa 120 mila euro ciascuno. I due avevano inviato la loro iscrizione on line, ma non avevano mai ricevuto alcuna comunicazione,però hanno incassato sistematicamente i soldi che loro inviavano. Intanto, la mozione di sfiducia al segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo è stata ritirata. E’ passata la linea della mediazione contro lo spettro del commissariamento degli organismi del partito, fatta ventilare dal rappresentante della sede centrale. Lupo avrà al fianco un ufficio politico con rappresentanti di tutte le aeree del Pd.
La situazione di Elio Galvagno e Salvatore Termine è paradossale, perché in assemblea regionale sono deputati del PD, ma non risultano iscritti al PD, il loro circolo ha preso i soldi, circa 120 mila euro a testa, senza dire niente. I contrasti tra i due e Mirello Crisafulli, l’altra anima del Pd ennese sono notevoli e sono sorti quando, eletto sindaco Paolo Garofalo, lo stesso nel formare la giunta comunale ennese, ha volutamente ignorato il sostegno che Primavera Democratica aveva dato per la sua elezione a sindaco. Una dimenticanza che ha spaccato il Pd in provincia di Enna e che ha portato il gruppo di Primavera Democratico, in consiglio comunale ennese, all’opposizione. I contrasti si sono acuiti quando è stato celebrato il congresso provinciale, che ha eletto Mario Alloro, segretario provinciale, e c’è stata la totale assenza del gruppo di Elio Galvagno e Salvatore Termine. Altri contrasti nelle ultime elezioni amministrative quando ci sono stati accordi tra il Pd di Mirello Crisafulli e il Pdl di Edoardo Leanza in alcuni dei sette comuni dove si è votato. “Iil circolo di Enna – sostiene Salvatore Termine – viene gestito come fosse proprietà privata, il circolo non ci ha mai contattato per darci la delega. Anzi, il partito ci manda una comunicazione con la quale ci dice che siamo sospesi dall’organismo”. Una decisione che ovviamente i due deputati proprio non hanno digerito. “In due anni – dichiara Termine – abbiamo versato al partito qualcosa come 120 mila euro a testa. Ora mi dicono che non possiamo votare. A questo punto le soluzioni sono due: o mi restituiscono i soldi, o contatto il mio avvocato”. E’ chiaro che questi contrasti continueranno ancora visto che tra cinque mesi ci saranno le elezioni regionali ed i due pretenderanno di essere in lizza.

La querelle non si attenua, anzi, il segretario provinciale del PD, Mario Alloro, ed il tesoriere provinciale Gianfranco Gravina hanno inviato la seguente nota:
“Per quanto riguarda il presunto versamento di circa 120 mila euro rivendicato dai deputati regionali Elio Galvagno e Salvatore Termine ci preme sottolineare che di tali conferimenti non si ha alcun riscontro a livello provinciale. Si ritiene inoltre utile precisare che, nella considerazione del fatto che i due parlamentari sopra citati non risultano iscritti al Partito Democratico già dall’anno 2010, nulla avrebbero dovuto versare, in ogni caso, al Partito stesso”.

A questo punto l’uomo comune si chiede: dove sono finiti gli importi prelevati -direttamente alla fonte, mensilmente – ai due deputati all’ARS?