Enna. Consigliere provinciale La Porta “suona la sveglia” all’on.Leanza coordinatore PdL
Enna-Provincia - 29/05/2012
Enna. Il Consigliere provinciale Salvo La Porta ha inviato un’accorata lettera aperta all’ on. Edoardo Leanza, coordinatore del P.d.L. della Provincia di Enna, con il seguente messaggio: “diamoci da fare insieme per dare speranza ai giovani e ai meno giovani, che credono ancora nel P.d.L.”.
Questo il contenuto della missiva:
“le ultime notizie, che riguardano il nostro Partito sia in Sicilia che nel resto d’Italia, non sono rassicuranti e non possono lasciarci indifferenti.
Mi rendo perfettamente conto che in una Provincia piccola come la nostra si possa fare ben poco, per incidere in maniera significativa nelle scelte regionali e nazionali; tuttavia, qualcosa si può e si deve fare.
Mi rammarico, sinceramente, di non avere potuto partecipare all’ultima riunione del direttivo provinciale, nel corso della quale sono stati esaminati i risultati elettorali e si è discusso della nostra realtà territoriale. Sono stato, comunque, soddisfacentemente informato sull’ottima qualità degli interventi e sulla vivacità del dibattito. Me ne rallegro!
Una riflessione, però, desidero farla pubblicamente con te e con i nostri amici: anche dalle nostre parti comincia a soffiare il vento della disaffezione alla politica e, per quanto riguarda il nostro mondo, quello dello smarrimento ideologico, che inevitabilmente ci condanna all’ affermazione dei falsi valori dell’ antipolitica.
Alcuni organi di stampa, quali “Libero” e “il Giornale” hanno lanciato l’allarme non solo con editoriali di fuoco, ma anche riportando notizie, che evidenziano lo stato di disagio, che si vive nel nostro Partito.
Lo scontro generazionale rischia di assumere connotati che, lungi dal valorizzare le potenzialità e le energie di “juniores” e “seniores”, potrebbe condurci all’autodistruzione. Per cui, corriamo il rischio di completare la nefasta opera, che avversari e nemici hanno iniziato con scarso successo.
Sono i tempi della crisi: le certezze vacillano, gli amici ti abbandonano, lo scoramento ti agghiaccia e insinua l’incertezza ed il dubbio su quello che sia meglio fare.
Sono proprio questi i tempi, nei quali si possono fare le giuste distinzioni tra politicanti e politici.
Ciascuno di noi deve decidere su quello che vuole veramente essere: appiattirsi nell’attesa che altri facciano e nella speranza di lucrare qualche misera ricompensa o essere protagonisti di una stagione nuova.
Sono certo che Tu, insieme a tutti quanti noi abbiamo buona volontà, voglia intraprendere la seconda strada.
Abbiamo giovani e meno giovani capaci di entusiasmarsi e di entusiasmare, ricchi della voglia di fare, pronti a fare un passo avanti se ce n’è il bisogno e tre indietro, qualora se ne ravvisi la necessità.
Non sono tra quelli che a sguarciagola gridano “largo ai giovani”, né tra quelli che si rinserrano tra le barricate della difesa strenua delle “esperienze consolidate”. Mi appaiono entrambi come misere manifestazioni di deprecabile demagogia!
Solo ascoltando la gente, interpretandone le aspettative e le istanze, riuscendo a trovare soluzioni, ad avanzare proposte ha un senso la nostra attività in politica; in caso contrario, saremmo solo o degli sterili contestatori o degli ignobili approfittatori delle speranze di giovani e meno giovani.
Noi possiamo! Abbiamo belle professionalità ed ottime intelligenze. Possiamo dare vita ad una stagione di incontri, convegni, studi, che vedano coinvolta quanta più gente possibile.
L’artigianato, il commercio, la sanità, la scuola; tutte le rappresentatività della produzione economica e del pensiero aspettano di parlare, di confrontarsi, di dire la loro, per la costruzione del futuro nostro, dei nostri figli e, come nel mio caso, dei nostri nipoti.
A te, a tutti noi, non mancano buona volontà e voglia di fare. Non ci resta che metterci al lavoro!”.