Imprese, Ance informa su incolpevole mancanza versamento tasse

L’Ance di Enna ha informato gli iscritti che con la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio, per la prima volta viene introdotto un giusto riconoscimento della incolpevole mancanza di versamento di tasse all’erario, quando questo è una diretta conseguenza dei ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. “La realtà è proprio questa –dichiara Vincenzo Pirrone, presidente Ance Enna – Da un lato lo Stato aumenta la pressione fiscale e tramite Equitalia ha unqa sua arrogante presunzione di esattezza, dall’altro non permette alle aziende di essere in regola, violando gli impegni contrattuali e non pagando quanto pattuito. Con questa sentenza innovativa viene riconosciuto che tale situazione è una causa di forza maggiore non dipendente dalla volontà dell’impresa contribuente e pertanto la stessa non è tenuta a pagare le sanzioni per il ritardo dovuto”. “La sentenza – prosegue Vincenzo Pirrone – può rappresentare un vero e proprio boomerang per l’erario che ha basato molte delle sue previsioni di gettito sugli accertamenti automatici e senza contraddittorio, se le Commissioni tributarie si allineeranno ai suoi principi.
“Occorre precisare che – continua Pirrone – il principio del riconoscimento di forza maggiore va dimostrato attraverso una documentazione probante dell’incapacità finanziaria direttamente correlata ai mancati pagamenti. Per agevolare le imprese stiamo sviluppando uno sportello “Sos Fisco” a cui le imprese potranno rivolgersi per far analizzare la propria posizione e ove ce ne siano le condizioni potranno, tramite i legali convenzionati, intraprendere le necessarie azioni difensive.” “In questo contesto- evidenzia Gildo Matera, direttore Ance- l’assurdo è rappresentato dall’ennesima dimostrazione della volontà politica del parlamento di non risolvere il problema dei ritardi, anzi paradossalmente di volerlo acuire.Prova ne è l’approvazione, in sede di conversione del Decreto sviluppo, di un articolo (13ter) che ridefinisce la responsabilità in solido degli appaltatori nei confronti dei subappaltatori . In sostanza viene previsto che ogni appaltatore prima di pagare deve accertarsi che il subappaltatore è in regola con il pagamento di Iva ed erario sulle retribuzioni, Se così non fosse non deve procedere al pagamento pena il rischio di essere chiamato a rispondere in solido per i debiti erariali del subappaltatore. Il risultato è che l’appaltatore non pagherà aggravando la situazione finanziaria del subappaltatore. Non si comprende la ratio di questa legge. Non è utile per aumentare la capacità di incasso da parte dell’erario, non serve agli appaltatori ,tranne che alle grandi aziende , che avranno nei loro bilanci debiti non pagati nei confronti dei loro fornitori, blocca l’intera filiera dei pagamenti causando uno stallo finanziaria nei processi produttivi che si ripercuoterà sul PIL . Ovviamente il legislatore si è preoccupato di esonerare la pubblica amministrazione dalla responsabilità in solido. Ultima perla è rappresentata dall’approvazione in commissione camerale attività produttive di un ordine del giorno che prevede l’obbligo per le imprese private di pagare i loro fornitori entro 30 gg dalla scadenza pattuita, obbligo da cui sono escluse, nuovamente, le pubbliche amministrazioni, nonostante ci sia una procedura d’infrazione comunitaria e l’obbligo di recepimento della direttiva pagamenti che viene continuamente annunciata e mai nemmeno calendarizzata per la discussione in aula.”