Enna. Code per assicurarsi il nuovo iPhone 5

È approdato anche ad Enna il nuovo iPhone 5, lo smartphone della Apple in uscita da appena ventiquattro ore in Italia. Code anche al 3Store di Enna dove l’agente Mario Genovese ha aperto le porte del negozio in via Roma alla mezzanotte tra giovedì e venerdì quando ad attendere c’erano già dei fans dell’iPhone e soprattutto dell’ultimo arrivato della “mela”.
“Non posso che ritenermi soddisfatto per come è andata nel primo giorno di vendita” ha detto Mario Genovese: “La gente ha apprezzato molto l’ultima creazione della Apple che con l’iPhone 5 ha realizzato davvero un ottimo prodotto”. Tra i più richiesti la versione 16 Gb, ma c’è anche chi ha optato per il 32 Gb. Il lungo via vai dal 3Store di Enna non si è concluso solo nella prima notte, ma è proseguito anche nell’intera giornata di venerdì e sabato alla presenza di numerosi curiosi ed interessati, quando sono stati sottoscritti altri contratti.


Si parte da 729 euro per il modello base da 16 Gb, per passare a 839 euro per il modello da 32 Gb e si chiude con il modello di fascia alta, il 64 Gb, che sfiora i mille euro, esattamente 949. Prezzi che in alcuni casi si avvicinano a 100 euro in più rispetto a quelli del 4S, il modello immediatamente precedente (da 16 Gb 659 euro; da 32 Gb 799 euro; da 64 Gb 899 euro) e a 50 euro rispetto allo stesso iPhone 5 già in vendita in Francia e Germania. Una tendenza di Apple in atto da diversi anni giustificata con l’Iva più alta nel nostro paese e la tassa dell’equo compenso. Oltre ai prezzi, altre lamentele stanno accompagnando l’uscita dell’ iPhone 5. Una – non proprio riferita al dispositivo – riguarda il pasticcio delle mappe (è dovuto all’aggiornamento di iOS 6 e riguarda anche i vecchi modelli). L’altra investe il cambio dei connettori: se da una parte il nuovo Lightning è più piccolo (80% in meno di quello vecchio), dall’altra parte costringerà gli utenti ad acquistare appositamente un adattatore per le periferiche attualmente sul mercato. Una decisione che anche l’Anec, l’organizzazione che tutela i diritti dei consumatori in Europa, ha duramente criticato.