Monitoraggio della diga Olivo
Enna-Provincia - 17/10/2012
Attualmente delle sette dighe esistenti in provincia di Enna, quella che si sta monitorando quasi giornalmente è la diga Olivo, tra Barrafranca e Piazza Armerina, in quanto la stessa serve in maniera determinate per lo sviluppo delle culture di ortofrutta che interessa ben trecento ettari di terreno tra Barrafranca e Mazzarino e che da sostanzialmente sostentamento a più di trecento agricoltori. L’acqua invasa nel mese di luglio raggiungeva i 3 milioni ed 800 mila metri cubi, ma l’estate è stata molto calda e l’evaporazione notevolissima per cui gli agricoltori rischiavano di perdere le loro culture. Gli interventi richiesti ed ottenuti dall’assessorato provincia, dal comune di Barrafranca, dall’Osservatorio della diga Olivo e dal Consorzio di Bonifica, oltre alle associazioni di categoria ha consentito di portare all’attenzione degli organi regionali il problema diga Olivo, che rappresenta, come sostiene con forza Andrea Scoto, funzionario dell’assessorato provinciale dell’agricoltura, una risorsa economica ed occupazionale di notevole spessore. Trecento ettari di terreno coltivato ad ortofrutta presuppone un ritorno economico di quasi 5 milioni di euro ,mentre coltivato a grano porterebbe meno della metà, ma per ottenere questi risultati è necessario poter contare su turnazione di erogazione dell’acqua, costante, specie nei mesi estivi, mentre spesso, come è capitato questa estate, non è avvenuto.Ecco perché tutti sono preoccupati, anche se le piogge di questi giorni hanno fatto tirare un sospiro di sollievo. L’invaso, che è stato realizzato dall’Esa nel 1988 con fondi della Regione, ha bisogno di interventi urgenti per rendere al massimo e tra questi interventi ci deve essere la riparazione della condotta, ma anche la riparazione delle paratie dove, è stato calcolato si perdono circa 800 mila metri cubi di acqua . Un quantitativo enorme, che penalizza gli agricoltori di Barrafranca, Mazzarino e parzialmente di Piazza Armerina. Uno dei problemi più importante è quello di evitare l’interramento, come è avvenuto qualche volta. Andrea Scoto evidenzia che l’acqua accumulata nella diga non riesce a raggiungere i livelli massimi di capacità per motivi di sicurezza e per il modesto sviluppo del bacino imbrifero. Se si potessero effettuare le opere di allacciamento dei torrenti Sirieri e Scioltabino la diga raddoppierebbe la quantità di acqua invasata e potrebbe irrigare ben 2800 ettari, ma per il completamento di queste opere manca la volontà politica. Esiste un potabilizzatore che molto spesso viene usato per rifornire di acqua Caltanissetta nei momenti di crisi.