Enna. Dimissionario l’intero direttivo del PdL

Le elezioni per il rimnnovo dell’ARS sono passate ed è l’ora delle analisi, che per quanto ci riguarda non saranno solo numeriche, ma anche e soprattutto politiche. Se dovessimo parlare di numeri diremmo che aggregando i risultati delle liste nate dal PDL saremmo saldamente il primo Partito della Provincia e che l’insieme di quello che era il PDL avrebbe mantenuto il seggio senza il minimo sforzo. Dire quindi che il PDL è sceso dai 25.000 voti del 2008 agli attuali 8.000 senza considerare la triplice scissione che ha subito è da sprovveduti. Tutti gli analisti concordano in tal senso e noi aggiungiamo che alla sconfitta ha certamente concorso una campagna elettorale impostata male e condotta peggio. Nella Città capoluogo non un comizio, non un intervento significativo, nemmeno il candidato alla Presidenza ha voluto farvi sosta, preferendo centri senza dubbio importanti ma asolutamente meno significativi per il bacino elettorale che rappresentano. Esattamente il contrario hanno fatto i vincitori, facendo passare per la Piazza di Enna il meglio che fra loro poteva esserci. Un risultato che ci aspettavamo, ma non in queste proporzioni, sapendo che la mancanza di un candidato locale avrebbe lasciato spazi consistenti alle autorevoli candidature degli altri Partiti. Non vogliamo aprire sterili polemiche con nessuno, ma se qualcuno avvesse la malsana idea di attribuire ad altri la responsabilità di quanto accaduto allora sbaglia di grosso. Ci assumiamo le responsabilità che ci appartengono, ma invitiamo tutti a fare altrettanto. Scopriremo che il calo è stato drammatico dappertutto, riferendoci con ciò ai grandi Centri della Provincia, dove normalmente si fa il seggio. Scandali e rubagalline hanno fatto il resto, hanno cioè reso il Partito l’emblemma dell’immoralità, facendo sì che il nostro tradizionale elettorato non andasse a votare o votasse Grillo. Un danno irreversibile ed anche questo purtroppo prevedibile, che doveva essere evitato con azioni forti, cosa che la nostra Dirigenza Nazionale e hainoi! Regionale, campionessa mondiale quest’ultima di indolenza, non hanno fatto, anzi nemmeno pensato. Allora? Allora è venuto il momento di agire con tempestività ed immaginare il futuro in modo tale che l’area di Centro-Destra, che rappresentiamo a pieno titolo, possa avere una prospettiva.Dobbiamo tornare ad essere identificati come un’alternativa seria e credibile alla sinistra imperante, cosa che non abbiamo fatto, scegliendo addirittura ed in tante occasioni l’inciucio con il PD; ignorando la linea politica che il Congresso aveva sancito all’unanimità e disorientando chi pesava di votare a Destra per questo motivo. Lo avevamo detto tante volte, fino alla nausea, in ogni dove, che la vittoria fine a se stessa si risolve sempre in mera illusione, tanto più quando essa è innaturale , artificiosa, frutto di alchimie incomprensibili, nate dalla splendida “Intuizione” di qualche potente, che vive lontano dalle nostre realtà, ma che è riuscito a far passare sopra la nostra testa una decisione scellerata come questa. Dobbiamo ritrovare il contatto con la gente e riacquisirne la fiducia. Per far questo bisogna andare oltre il PDL, nel solco del PPE, cercare quindi sistemi più attuali, elaborare piattaforme programmatiche concrete, riconoscibili, ripensare al rapporto con le altre forze moderate per ricostruire un’alleanza che riporti i valori che ci ispirano a prevalere.Per accelerare un processo di questo tipo è indispensabile ripartire da zero ed è per questo motivo che l’intero direttivo del PdL ennese da questo momento è dimissionario, nell’idea che qualcuno finalmente batta un colpo. Ci rendiamo conto che per recuperare il terreno perso, seguendo la linea di cui abbiamo parlato, occorre recuperare lo spirito del ’94, riscoprendo quel movimentismo che fu la chiave del successo. Nel caso in cui nessuna novità dovesse manifestarsi, daremo vita ad un movimento di programma senza lasciare il PDL, in modo tale da riaprire i rapporti con gli altri movimenti e gli altri Partiti che si collocano all’interno della nostra stessa area e così da rappresentare un modello alternativo, limpido, vincente. Lo spazio politico che ci appartiene non può essere annientato, è uno spazio culturale, sta nel credo della maggioranza, è storicamente una delle tre grandi aree politiche del Paese, può subire momenti di flessione, ma mai scomparire. Il nostro compito è quello di modernizzarlo, con il contributo di tutti i volenterosi del Partito che vorranno cimentarsi in questa nuova, ma esaltante sfida.

Dario Cardaci per la Segreteria PDL Enna


comunicato stampa