L’Ato Enna Euno, a distanza di sei anni, riavvia le procedure per il recupero delle somme

Enna. Si fa sempre più pesante la continua ed accresciuta pressione fiscale (da poco si è pagato l’Imu e la prima rata della Tarsu 2012) sui contribuenti ennesi. Sono, infatti, in corso di consegna le nuove fatture relative alla Tia 2006, riemesse dopo l’annullamento delle precedenti, per “tutti gli utenti che non hanno pagato le bollette o lo hanno fatto parzialmente”. Dunque, l’Ato Enna Euno, a distanza di sei anni, riavvia “le procedure per il recupero delle somme non riscosse per l’anno 2006 perchè”, stando a quanto afferma, “gli effettivi incassi rispetto alle bollette emesse hanno coperto solamente il 15% dei costi effettivamente sostenuti”. L’emissione della nuova fattura è “senza Iva” perchè Enna Euno ha ritenuto di aderire alla “nota sentenza del Cgar 48/09, passata in giudicato nel gennaio del 2011 con sentenza della Corte di Cassazione”. Quindi, secondo quanto si legge nella lettera di accompagnamento, ha applicato “la tariffa approvata dal Consiglio comunale nell’anno 2005”. “Si specifica –rimarca ancora la nota- che l’articolazione tariffaria applicata dall’Ato nel 2006 coincide con quella deliberata dal Consiglio comunale”. A contestare le nuove fatture 2006, come ormai da prassi, prendendo le difese dei contribuenti, è il Centro studi “Sen. Antonio Romano”. “Ci sembra importante ricordare ai dirigenti di Enna Euno –dice il presidente Mario Orlando- che, contrariamente quanto si afferma nella lettera, le tariffe del 2006 non sono state mai approvate dal Consiglio comunale per inadempienza della stessa società che non ha fornito, seppur sollecitata dall’allora sindaco Agnello, (nota del 4 maggio 2006 prot. n.16030 e nota del 18 maggio 2006 prot. n.19127) il programma annuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani e la proposta del piano finanziario relativo all’anno 2006. Atti che servivano al comune per predisporre tutti i provvedimenti necessari per la determinazione della tariffa relativa al 2006 da fare poi approvare all’organo competente e cioè al Consiglio comunale. Tanto è vero –afferma Orlando- che uno dei motivi per il quale la Commissione tributaria provinciale ha accolto migliaia di ricorsi ed annullato l’imposta Tia del 2006 è stato proprio la mancata approvazione della tariffa da parte del Consiglio comunale. Tariffa che invece è stata approvata illegittimamente per gli anni 2006 e 2007 dall’assemblea ordinaria della società Enna Euno, nonostante il Commissario regionale per l’emergenza rifiuti già con lettera del 3 agosto 2005 prot. 18206 rappresentava al sindaco di Enna e per conoscenza all’Ato “che la disciplina delle tariffe per la fruizione di beni e servizi è di competenza del Consiglio comunale”. E poi –spiega Orlando- l’approvazione delle tariffe è un atto che va allegato al bilancio comunale di previsione, e quindi deve essere formalmente deliberato nel termine di approvazione del bilancio stesso, ciò che il comune di Enna non ha riportato dal 2004 al 2009. Perciò è impossibile, anche volendo, da parte del Comune approvare le aliquote tributarie 2006 una volta che sia spirato tale termine. Non solo. La Tia/Tarsu va in prescrizione dopo 5 anni, numerose le sentenze della Cassazione in questo senso, quindi, nulla ha da pretendere l’Ato rifiuti. In verità, sono i cittadini che si sono rivolti alla Commissione tributaria vincendo i ricorsi che, invece, devono essere risarciti dalle spese, così come previsto nei dispositivi delle sentenze. Per cui, ad inizio anno il Centro studi se ne farà promotore”.

Giacomo Lisacchi