Enna Calcio. Finito un anno di vergogne, ma il futuro?

Quello messo in archivio è stato un anno orribile per l’Enna Calcio protagonista di vere e proprie sciagure. Tutto ciò che ha fatto la società non è stato per nulla risolutivo, anzi la crisi si è man mano acuita tanto da arrivare a tre rinunce consecutive e la quarta è stata evitata per caso. Il presidente Peppino Cannarozzo lo scorso dicembre si è addirittura avvalso della scorta per raggiungere Nissoria, manco fosse stato in Bolivia o qualche centro del sud America. Lo ha fatto per evitare che i giocatori tesserati ad inizio stagione – e da lui bistrattati – impedissero a degli sconosciuti di vestire il gialloverde. Sì perchè il presidente pur di tenere in ostaggio l’Enna ha pescato dalle piazzette di paese personaggi che con il calcio non hanno un buon feeling come dimostrano le bruttissime e mortificanti figure patite in campo. Ma il risultato sportivo per la società fin qui è stato poco importante perchè l’unico interesse è stato quello di tenere sotto scasso un titolo sportivo. Cannarozzo ha provato a convincere anche il tecnico Nicola Dolce per fargli allenare l’Enna ma le sue solite promesse mai mantenute hanno mandato tutto in fumo e mentre Cannarozzo annunciava l’imminente arrivo di Dolce, il tecnico puntualmente lo smentiva dimostrando tutta la confusione che c’è in società. I dirigenti in questo mese di dicembre hanno anche avuto la collaborazione di una società di procuratori interessata all’evolversi della crisi gialloverde, ma anche questi si sono resi conto che qualcosa non va per il verso giusto. Ad oggi l’unico aiuto che la società riceve è quello di un “mister x” del calcio provinciale che pare contribuisca a pagare le trasferte dell’Enna, magari per averne dei riscontri in futuro. Sta di fatto che ad oggi l’Enna purtroppo non ha i mezzi per difendere la propria storia offuscata dall’attuale dirigenza e dalla recente proprietà nissena che al di là delle banali e fantasiose promesse non è riuscita a conquistare gli obiettivi minimi ed ha anzi raccolto una retrocessione lo scorso anno ed un’altra se ne profila. Era stata promessa la cessione della società nei primi mesi di dicembre ma ad oggi Cannarozzo non ne vuole sapere, anzi, si tiene stretta l’Enna come un bambino con il suo giocattolino. Adesso però è atteso dall’ennesima prova del nove che arriverà il 6 gennaio quando tornerà a giocare in casa e chissà cosa potrà succedere, se anche in quella occasione l’Enna subirà una vagonata di gol o se l’Epifania oltre alle feste anche l’Enna porterà via.