Enna. Rapina MPS, il racconto dell’Agente Penitenziario e dei testimoni

Stenta ancora a crederci Tiziana Giuliana, la direttrice del Monte dei Paschi di Siena che ieri ha subito la tentata rapina ad opera di tre giovani sventata grazie all’intervento più che provvidenziale dell’assistente capo della Polizia Penitenziaria, G. A. Erano le 11,30 circa quando all’interno dell’elegante istituto bancario diretto da Tiziana Giuliana faceva irruzione un giovane ben vestito dall’accento palermitano del tutto ignaro che per lui sarebbe stata una giornata piuttosto negativa.
Sì, perchè tra i clienti in attesa c’era anche l’assistente capo della Polizia Penitenziaria che racconta in esclusiva ogni istante della rapina: “Ero in fila ad attendere il mio turno quando è entrato questo ragazzo che si è subito recato da un’operatore e dal cassiere per far aprire le porte in modo da consentire l’accesso ai complici” spiega G. A. che aggiunge: “Non mi sono fatto prendere dal panico, ho alzato la voce e gli ho puntato la pistola d’ordinanza intimandogli di arrendersi e lui non ha fatto resistenza”.

Attimi di paura perchè a quell’ora sia all’interno che all’esterno della banca è un continuo via vai di persone essendo, l’istituto bancario, in pieno centro storico.
Ad assistere alla tentata rapina anche altre persone come Angelo Beccaria di Villarosa presente in banca insieme alla moglie: “Ero seduto in attesa del mio turno ed ho visto entrare questo ragazzo, ben vestito e apparentemente un normale cliente. Quando è entrato ed ha preso il primo impiegato mi sembrava uno scherzo, poi ho subito capito che stava per compiere una rapina quando spingeva uno degli impiegati, io sono rimasto immobile”.
Sotto shock i dipendenti della banca – in tutto dieci – e la direttrice Tiziana Giuliana: “Sono stati momenti di paura perchè io ero nel mio ufficio ed ho appreso che qualcosa non andava dai momenti concitati e non sai mai cosa possa accadere” è il ricordo della direttrice che prosegue: “Il ladro è entrato senza armi perchè il nostro sistema di sorveglianza avrebbe segnalato qualsiasi presenza di armi ed ha spinto il mio collega per far aprire le porte”. In questo modo sarebbe stato più facile far entrare i complici ipotizza la direttrice che “benedice” la presenza dell’agente di polizia penitenziaria: “È riuscito a controllare bene la situazione e per fortuna nessuno si è fatto male”. Mille dubbi hanno mosso la direttrice secondo cui non era possibile prevedere i fatti così come pensare a presenze strane: “Qui è normale che ci sia del movimento, presumibilmente erano già venuti a controllare e per questo sono state richieste le riprese della video sorveglianza”.
A mantenere la calma è stato l’assistente capo della Polizia Penitenziaria: “Fortunatamente è stata importante la collaborazione dei clienti presenti dentro la banca, hanno seguito i miei consigli”. Quando gli viene chiesto se per qualche attimo ha pensato al peggio, l’agente risponde così: “Francamente no, a spingermi è stato il senso del dovere e per fortuna tutto si è risolto per il meglio”. Decisivo nell’indagine anche l’immediato intervento delle forze dell’ordine con gli uomini della Polizia di Stato che sono immediatamente giunti arrestando il primo uomo e pochi minuti dopo i complici.
Gli uomini avevano programmato tutto, dall’entrata in banca alla fuga. Prima di fare irruzione in banca, infatti, avevano posteggiato l’auto, una Bmw grigia, in via Reepentite, una strada secondaria proprio dietro la banca. Si tratta di una stradina stretta e tortuosa che porta in via Fontana Grande alle porte della città e quindi un percorso che poteva far perdere le tracce velocemente, ma il progetto è andato in fumo e per loro sono scattate le manette.