Caltagirone. Levata di scudi per salvaguardia casa di riposo “Santa Maria di Gesù”
Enna-Cronaca - 05/06/2013
Caltagirone. Il Consiglio comunale, nel corso della seduta di lunedì 3 giugno, protrattasi per parecchie ore, ha approvato (12 sì, 5 astenuti, contrario il solo Fortunato Parisi) la mozione – primo firmatario Roberto Gravina – con cui si dice no alla ubicazione nell’ospedale di Santo Pietro di una casa di cura e custodia per pazienti dimessi dagli ospedali psichiatrici giudiziari, ritenuta “in palese contrasto – ha detto Gravina nell’illustrazione del documento – con il suo status di struttura per la riabilitazione motoria”. In particolare, la mozione trae spunto dal fatto che “l’assessorato regionale ha individuato l’ospedale di Santo Pietro, a tutt’oggi presidio di medicina riabilitativa, fra i quattro presidi da destinare all’accoglienza delle persone cui sono applicate le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell’assegnazione a casa di cura e custodia. Ma non vi è stato alcun coinvolgimento dell’ente locale per conoscerne il parere, considerato l’impatto sociale e sulla sicurezza che questa decisione provocherebbe. Risulta incomprensibile rivoluzionare una struttura che ha avuto ed ha specifica destinazione d’uso senza avere avviato un benché minimo screening del territorio per trovare la migliore ubicazione per un presidio con queste peculiarità”. Pertanto, col documento si impegna l’Amministrazione “affinché chieda all’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino di convocare una conferenza di servizi per un esame contestuale con i vari enti pubblici coinvolti, con l’obiettivo di rimarcare il totale dissenso della città all’infausta ipotesi”.
Si sono detti favorevoli alla mozione lo stesso Gravina, Giovanni Garofalo, Marco Failla, Sergio Domenica, Filippo Pozzo, Settimo De Pasquale e Salvatore Raccuglia. Favorevoli a un rinvio Elisa Privitera e Gemma Marino. L’assessore comunale alla Sanità Bruno Rampulla ha stigmatizzato che “la destinazione a casa di cura e custodia, in contrasto con le caratteristiche di polo riabilitativo d’eccellenza del presidio, creerebbe problemi di sicurezza e cozzerebbe enormemente con la vocazione turistica dell’area, che siamo impegnati a valorizzare con significativi progetti”, invitando l’Asp a realizzarla altrove.
In apertura l’assise aveva deciso di svolgere, sabato 8 giugno, alle 10, all’interno della struttura, una seduta straordinaria, aperta alla partecipazione dei parlamentari nazionali e regionali del territorio, dedicata alla casa di riposo “Santa Maria di Gesu”, di cui il commissario ha annunciato la chiusura dal 16 giugno.
A sollevare il “caso” – casa di riposo era stato Fortunato Parisi, invocando “un’inversione di rotta che blocchi l’esodo degli utenti verso strutture private” e accusando l’Amministrazione “di non avere coinvolto Consiglio e forze politiche”. L’assessore Massimo Favara aveva ricordato “le iniziative assunte dall’esecutivo contro la nefasta ipotesi e l’impegno profuso per scongiurare una chiusura a cui ci opponiamo con determinazione”. Fabio Roccuzzo aveva riconosciuto “gli sforzi di Favara nel supplire alla colpevole assenza del sindaco” e chiesto una seduta straordinaria. Dopo altre pregiudiziali (di Paolo Crispino sulla “priorità da dare agli interventi di pulizia davanti le scuole e sulla mancata celebrazione del 25 aprile”, di Roccuzzo “sulla mancata nomina dei delegati delle frazioni”, di Raccuglia “su figli e figliastri negli inviti per la festa della Repubblica”, Aldo Grimaldi “sulla scarsa partecipazione dei consiglieri a questa festa” e Giovanni Garofalo sulla “auspicata revisione del regolamento del canone idrico”), si era passati alla mozione sul Santo Pietro.