Mancata raccolta rifiuti, Procura Nicosia apre inchiesta per responsabilità emergenza sanitaria

Nicosia. Sarà un’inchiesta della Procura di Nicosia ad accertare se vi sono ipotesi penalmente perseguibili nelle ultime vicende tra Ato rifiuti e Comune. Il procuratore capo Fabio Scavone ha aperto un fascicolo, un atto dovuto dal momento che tutto il “carteggio” dell’Ato indirizzato al Comune è stato inviato per conoscenza alla procura. In particolare l’attenzione della magistratura è incentrata a verificare eventuali responsabilità per l’emergenza sanitaria, accertata dall’ufficiale sanitario, che il 3 giugno ha verificato che gli Rsu non venivano raccolti da 4 giorni. Il 29 maggio con una nota giunta al Comune il 31, l’Ato ha comunicato di non essere in grado di garantire il servizio senza il versamento di 1 milione e 300 mila euro e che in caso di mancato pagamento avrebbe sospeso il servizio dal primo giugno. Il sindaco Sergio Malfitano, a seguito della nota aveva deliberato la presa in carico di tutto il servizio, ma 24 ore dopo l’Ato aveva comunicato che avrebbe continuato a garantirlo anche se solo con i propri operai e il giorno successivo aveva comunicato di prendere nuovamente in comando i 10 operai comunali, “scaricati” 3 giorni prima.
L’inchiesta punta a chiarire le eventuali responsabilità per l’emergenza sanitaria anche alla luce del fatto che in poche ore sia cambiato tutto e che l’Ato dalla mancata raccolta e dalla comunicazione al Comune che non avrebbe più svolto il servizio abbia ripreso a svolgerlo. Sembra che la magistratura punti ad accertare se ricorrevano i gravi motivi di forza maggiore che hanno determinato l’interruzione del servizio e come questi, se realmente sussistenti, sono stati poi superati. Intanto si attende l’udienza del 20 giugno prossimo sul decreto ingiuntivo ottenuto dal Comune contro l’Ato e i comuni ennesi in veste di soci. Il giudice dovrà decidere se dichiarare esecutivo il pignoramento dopo avere esaminato la situazione alla luce dei rapporti di dare e avere tra Ato e Comune. Il sindaco Malfitano si è detto soddisfatto di questa decisione perché tutta la documentazione contabile verrà esaminata da un giudice. Il 22 dicembre 2011, circa di 18 mesi fa, la Regione ha disposto il pagamento in favore dell’Ato Ennaeuno di una somma pari al 15% dei debiti certificati dai liquidatori al 31 luglio 2011 che al 31 luglio 2011 risultava poco meno di 63 milioni di euro. all’Ato Ennaeuno venere quindi assegnati 9 milioni e 440 mila euro. La regione, tramite l’ufficio del commissario delegato del Dipartimento acqua e rifiuti, aveva concesso la somma come anticipazione per conto dei Comuni soci per fa fronte alla crisi di liquidità dell’Ato Ennaeuno e di altri Ato siciliani. L’Ato di Enna, sui 15 che in tutta la Sicilia hanno ottenuto le somme era a quella data, secondo solo all’Ato Simeto di Catania, che ebbe 10 milioni di euro. Facendo un rapporto con la popolazione residente di ciascun Ato, quello di Enna a luglio 2011 era il più indebitato di tutta la Sicilia.