Jazz&Film
Enna-Cronaca - 11/06/2013
Ho sempre pensato che il cinema d’autore camminasse braccio a braccio con il jazz per via delle possibili relazioni esistenti tra le sonorità musicali del jazz e le differenti espressioni del linguaggio cinematografico.
Infatti ogni anno Roma al Parco delle Musica viene proposta una rassegna, che ha come tema la musica jazz legata al cinema d’autore, richiamando migliaia di gente appassionati.
In America la storia del jazz cammina parallela a quella del cinema, pensate che il primo film sonoro del 1927 si chiamava “Il cantante di Jazz”.
L’anno seguente sugli schermi viene proiettato il film “The King of Jazz” (Il re del jazz) di John Murray Anderson girato in un Technicolor primitivo basato su due soli colori e non su tre come avverrà dopo qualche anno.
Del 1941 è “Second Chorus” (Follie di jazz) di Harry C. Potter con Paulette Goddard e l’orchestra diretta da Artie Shaw nelle cui file suonano Fred Astaire e Burges Meredith nella parte di due trombettisti doppiati da Bobby Hackett e Billy Butterfield.
Del 1961 è “Paris Blues” di Martin Ritt con Paul Newman e Sidney Poitier nelle vesti di un trombonista e di un sassofonista americani ingaggiati da un jazz club parigino. Al film presero parte anche Louis Armstrong, Duke Ellington e Serge Reggiani che interpreta la parte di un chitarrista zingaro ispirato alla figura di Django Reinhardt.a seconda metà degli anni ’70 ricordiamo “New York,
Della seconda metà degli anni ’70 ricordiamo “New York, New York” di Martin Scorsese del 1977 con Robert De Niro e Liza Mannelli e dagli anni ’80 in poi il famosissimo “’Round Midnight” di Bertrand Tavernier del 1986 con il tenorsassofonista Dexter Gordon.
Bird” di Clint Eastwood del 1988 con Forest Whitaker nella parte di Charlie Parker, “Mo’ Better Blues” di Spike Lee del 1990 con Denzel Washington.
In Italia c’è voluto del tempo,poiché da noi il connubio è arrivato subito dopo il dopoguerra con lo swing di Marco Risi che decide di usarlo nel film Il sorpasso quasi come risposta del boom economico alla tragedia della guerra.
Mario Soldati nel film antologico Botta e Risposta inserisce due personaggi del calibro di Chat Baker e Louis Armstrong, senza dimenticare il documentario di Gianni Amico, Appunti per un film in jazz, che coinvolge una vera e propria jam session del jazz a Bologna.
Il compianto ragusano, genio incompreso, Enzo Battaglia,cineasta jazzofilo , assistente di Pietro Germi ed autore di una pellicola del 1963 in bianco e nero dal titolo Gli arcangeli, proponeva una colonna sonora che è diventata prima della rivoluzione 1968, simbolo di un malessere esistenziale per un nutrito gruppo di giovani.
Non ultimo tutti i classici d’autore che proponendo un sound jazz da colonna sonora hanno permesso di inspirare molto cinema della nouvelle vague, che rinnovo’ il cinema francese sul finire degli anni cinquanta.
Un ultimo apprezzamento mi corre l’obbligo farlo per Pupi Avati regista e clarinettista al tempo della Doctor Dixie Jazz Band, che già nel 1990 con “Bix, an interpretation of a legend” (Bix, un’ipotesi leggendaria) , aveva dato prova di amare il jazz ed ha continuato a proporlo nelle colonne sonore dei suoi lavori cinematografici.
Una cosa è certa, niente come la musica è da vivere sul palco, ma da ricordare sullo schermo.
Beppe Manno