Chiamati a testimoniare dalla difesa del boss di Villarosa 13 pentiti di mafia

Enna. Il penalista di Valguarnera, Antonio Impellizzeri, difensore di Maurizio Nicosia, ritenuto boss di Villarosa ed implicato nell’operazione “Sole Nero”, una vicenda dove si presuppone ci sia stata usura ed associazione mafiosa, ha deciso di chiamare a deporre ben tredici pentiti di mafia, che avranno la possibilità di scagionare il suo assistito di essere il principale attore in un episodio di usura. Le loro testimonianze, secondo la difesa, potranno essere determinanti per scagionare Maurizio Nicosia. L’avvocato Antonio Impellizzeri aveva depositato la sua lista testimoni all’ apertura del processo, ma si pensava che nel corso delle udienze questa lista probabilmente si sarebbe ridotta sensibilmente man mano che avessero deposto i pentiti di mafia citati dal pm Roberto Condorelli della Dda nissena. Impellizzeri, invece, è andato sino in fondo li vuole a deporre tutti e tredici. Domani già deporrà il collaboratore di giustizia nisseno Pietro Raggio; un altro pentito, Carmelo Barbieri aveva dichiarato di aver fatto da paciere fra Nicosia e Riggio, per una compravendita di una macchina. Nell’ultima udienza Nicosia nel deporre ebbe a negare questo episodio, ora Riggio viene chiamato a riconfermare o smentire la tesi del pentito, deposizione che acquisisce una certa importanza. Nicosia ha smentito categoricamente di avere conosciuto ed essere amico, del bosso gelese Daniele Emmanuello, ucciso a dicembre del 2007 in una fattoria di Villapriolo dopo un conflitto a fuoco con la polizia. Il processo si svolge perché Maurizio Nicosia ha prestato dei soldi a tassi usurai ad un imprenditore agricolo di Bronte, in difficoltà finanziarie e Nicosia ha ammesso di aver prestato 183 mila euro in tre trance, dicendo di aver ricevuto indietro solo meno di 80 mila euro del suo capitale, nonostante avesse sollecitato continuamente l’imprenditore di restituirgli il dovuto.