Leonforte. A fine settembre il processo per il presunto omicida della giovane rumena Violeta Coreou

Leonforte. Una macchina tutta piena di sangue, un controllo da parte della Scientifica dei carabinieri che ha confermato il Dna di Violeta Coreou, ma il suo corpo non è stato mai trovato e il suo probabile assassino, l’ex fidanzato Giuseppe Chivetta, leonfortese di 43 anni, richiuso in carcere da circa nove mesi con l’accusa di omicidio e di occultamento di cadavere. Giuseppe Chiavetta verrà processato dal tribunale di Enna il prossimo 30 settembre con il rito abbreviato. Della giovane non ci sono più notizie dalla fine di ottobre, le ultime notizie la davano a Leonforte assieme proprio a Giuseppe Chiavetta poi più nulla,cellulare chiuso, scomparsa completamente, gli unici indizi certi, tanto sangue all’interno di una Fiat Punto, che Chiavetta aveva portato allo sfascio proprio per farla scomparire. La Procura aveva chiesto il giudizio immediato a Caltanissetta, dopo che erano state trovate tracce di sangue della giovane nella Fiat Punto, i difensori dell’imputato Ones Benintende e Damiana La Delfa, hanno chiesto l’abbreviato, per cercare di ottenere uno sconto di pena. Chiavetta, interrogato all’indomani dell’arresto, si è dichiarato innocente, ma le prove trovate proprio sulla macchina lo accusano di essere lui l’omicida della giovane rumena, confermato dall’esame del Dna, eseguito dalla Scientifica del comando provinciale e dai carabinieri del Ris di Messina. Chiavetta voleva fare sparire la Fiat Punto, la voleva far demolire, perché le tracce di sangue erano ben visibili sui sedili, sulla moquette, sullo sportello e poi il confronto con il Dna dei suoi familiari in Romania ha confermato che quello era il sangue della giovane Violeta. Chiavetta ha anche sostenuto che la macchina gli era stata rubata, ma è una versione questa che non ha convinto nessuno, rimane lui il principale indiziato della morte della giovane rumena.