Cosa Nostra avrebbe un nuovo capo ad Enna, agente della polizia penitenziaria di nome Salvatore

cosa nostraDalla Dda di Caltanissetta che coordina le inchieste antimafia sull’Ennese arriva solo un “Nessun commento”, ma la notizia che il pentito catanese Paolo Mirabile ha rivelato che il nuovo capo di Cosa nostra per Enna è un agente della polizia penitenziaria di nome Salvatore, è di quelle che fanno parecchio rumore. Il pentito che sta facendo tremare mezza Sicilia è stato molto dettagliato, nell’indicare le circostanze in cui ha incontrato “Salvatore”. Si tratta di un agente della polizia penitenziaria nativo di un Comune dell’area Sud della provincia ennese, che non fa servizio nelle carceri provinciali e che sarebbe stato già sospeso dal servizio. La notizia è stata ripresa da una rivista on line della polizia penitenziaria e da 2 giorni non si parla d’altro.
“A Enna comanda un agente della penitenziaria” ha rivelato Paolo Mirabile, fratello dell’ergastolano Giuseppe, e nipote di Nitto Santapaola, che ha cominciato a collaborare dando il via alla ormai famigerata inchiesta “Iblis”, indicato come responsabile per Cosa nostra etnea del “gruppo di Monte Po”, consigliere ed esecutore per il fratello ergastolano Giuseppe Paolo Mirabile stando alle indiscrezioni circolate in questi ultimi giorni e non smentite dagli inquirenti, tra le sue dichiarazioni sui nuovi assetti di Cosa nostra ha fatto anche una rivelazione clamorosa sulla successione alla guida della “famiglia ennese”, dopo l’arresto di Raffaele Bevilacqua. “E’ un agente della polizia penitenziaria – avrebbe detto Mirabile – e si chiama Salvatore”. Un capo che ha mantenuto i rapporti con i catanesi, come tradizionalmente è stato per i reggenti di Cosa nostra ennese, già a partire da Tano Leonardo che con il clan Santapaola aveva legami grazie ad Umberto Di Fazio, originarie dell’ennese e “pezzo da 90” del clan, poi caduto in disgrazie e catturato ad Agira con un blitz dei carabinieri in una villetta che pose termine di 4 anni di latitanza. Poalo Mirabile inizia ad interessarsi “degli affari” in provincia di Enna dopo gli arresti dell’operazione Iblis, e quello che racconta, se troverà conferma, è sconvolgente.
“Sono stato informato che a Enna stava nascendo un grande centro commerciale tipo Etnapolis – racconta il pentito – e viene organizzato un appuntamento con il responsabile di Enna”. Paolo Mirabile indica il luogo dove avvenne l’incontro ed elenca chi era presente, poi sottolinea: “C’era questo e i ragazzi di Regalbuto che lo accompagnavano. Questo Salvatore di Enna parlò di questo lavoro e citò una ditta di Barcellona. Disse se noi di Catania la conoscevamo o potevamo arrivarci”. Il pentito sostiene anche che il gruppo di Enna voleva le informazioni prima di compiere un eventuale atto intimidatorio. I catanesi chiesero una settimana di tempio per informarsi. Rivelazioni dirompenti, che potrebbero, se confermate, ridisegnare l’organigramma di Cosa nostra ennese, ma certo il riferimento a “quelli di Regalbuto”, anche alla luce della recente operazione condotta dalla Dda nissena e condotta dai carabinieri, apre scenari inquietanti. I “regalbutesi” sono storicamente legati a Cosa nostra e hanno operato sul fronte del traffico di droga e delle estorsioni. Le prossime settimane diranno se “l’insospettabile capo di Cosa nostra” è il Salvatore di cui parla Mirabile.