Enna. Donna maltrattata dal suo convivente ed a subire sevizie sessuali con un martello

sevizie sessualiUn interrogatori shock quello che si è svolto davanti al tribunale collegiale, presieduto dal dottor Giuseppe Tigano, Pm Fiametta Modica, da parte di una donna, che ha dovuto subire delle sevizie sessuali da parte del suo convivente, impaurita dalla minaccia di perdere i suoi due figli, avuti con un altro uomo. Il processo al tribunale di Enna si sta svolgendo a porte chiuse a carico di un operaio di 40 anni, P.B., che l’avrebbe costretta a subire ogni tipo di violenza ed abusi compreso quelle di violentarla con un martello e di costringerla a prostituirsi perché lui aveva bisogno di soldi per andare ad acquistare le cartelle “Gratta e Vinci”. La donna, dopo tante sevizie si è decisa denunciare tutta alla Polizia. Le risposte date nel corso dell’interrogatori sono state veramente sconvolgenti tanto è vero che lo stesso avvocato difensore dell’operaio ha acconsentito ad acquisire la denuncia e i verbali di sommarie informazioni testimoniali, evitando così di dover entrare nella descrizione delle varie sevizie subite. La donna ha dovuto subire tutto questo per evitare di perdere i suoi due figli, visto che l’operaio l’aveva minacciata di denunciarla agli assistenti sociali dicendo che i piccoli vivevano in condizioni disumane, cosa infondata, perché c’è stato un sopralluogo degli assistenti del Comune, i quali hanno accertato che la donna manteneva i suoi bambini in condizioni normali, assistiti nel migliore dei modi. C’è stato anche l’interrogatori di una conoscente della donna, che ha riferito come la donna fosse terrorizzata sotto tutti i punti di vista addirittura non poteva andarla a trovare perchè l’operaio voleva che non avesse contati con nessuno. Interrogato un ispettore della Polizia Scientifica di Enna, che ha confermato di aver effettuato analisi sul martello, rinvenendo tracce di dna della donna.Il processo è stato rinviato al prossimo 16 giugno, per ascoltare gli ultimi testimoni sia dell’ accusa che della difesa, quindi arriverà la sentenza. L’imputato due anni fa, quando la donna presentò denuncia alla polizia, fu arrestato e gli furono concessi i domiciliari. Ad eseguire l’indagine sono stati gli agenti della squadra mobile, diretti dal vicequestore Giovanni Cuciti, i quali sono riusciti anche a realizzare delle intercettazioni telefoniche alla vittima.