Ex CdA Ato Rifiuti respinge assoluzione per prescizione

rifiuti_Si vuole puntare all’assoluzione piena più che accettare la prescrizione del reato come richiesto dal pubblico ministero. Sono i componenti degli ex consigli di amministrazione dell’Ato Rifiuti che attraverso i loro avvocati difensori invocano l’assoluzione anche se sono già trascorsi otto anni dai fatti contestati. Nel 2006 la Procura di Enna, infatti, iscrisse nel registro degli indagati diversi ex amministratori dell’Ato rifiuti, accusandoli di abuso d’ufficio perché avevano provveduto ad assumere per conto dell’Ato rifiuti 101 lavoratori, incidendo notevolmente nella casse della società d’ambito.
Il pm Francesco Rio, adesso, per questa complicata vicenda ha chiesto ai giudici di dichiarare la prescrizione perché ormai sono passati più di otto anni e il reato di abuso d’ufficio cade in prescrizione dopo sette anni e mezzo. L’accusa, infatti, sollecita di dichiarare un “non doversi procedere”, perché il reato è stato estinto dalla prescrizione. Imputati sono il primo presidente dell’Ato rifiuti, Serafino Cocuzza di Leonforte, difeso dall’avvocato Alessandro Messina; Antonio Cammarata, di Enna ex amministratore delegato, difeso dall’avvocato Piero Patti; gli ex membri del consiglio di amministrazione Giovanni Vitale di Leonforte, difeso dall’avvocato Francesco Azzolina, Francesco Santangelo di Regalbuto, difeso dall’avvocato Rosario Pellegrino; e Claudio Cravotta di Enna, difeso dall’avvocato Michele Baldi.
Ma i difensori non vogliono accettare la prescrizione, così nell’udienza di ieri è intervenuto il pm Rio e l’avvocato Salvatore Spinello, che è il difensore di parte civile per conto di uno dei cinque Comuni che si sono costituiti nel corso del processo. Le arringhe di altri avvocati di parte civile riprenderanno il 9 giugno. Gli imputati hanno sempre dichiarato la loro innocenza e di avere agito nell’interesse della società evitando che nel territorio potesse scattare l’emergenza rifiuti con gravi ripercussioni di carattere igienico-sanitario.
Qualche legale di parte civile aveva chiesto di nominare degli esperti per stabilire se era necessario assumere 101 persone per il servizio di raccolta dei rifiuti urbani.