Enna. Uscirà a giorni il romeno Negrut, accusato di tentato omicidio della moglie
Enna-Cronaca - 27/06/2014
Tra qualche settimana potrebbe uscire dal carcere il rumeno Aurel Negrutt, 44 anni, che è stato condannato in quanto responsabile di tentato omicidio nei confronti della moglie Carmen, avvenuto in contrada Baronessa ad Enna bassa, nel marzo del 2010. Un tentato omicidio che suscitò notevole impressione in quanto Negrut, utilizzando del vetro di una bottiglia ha tentato di sgozzare la moglie che lo voleva lasciare. Dopo qualche mese la signora Carmen perdonò al marito quello che aveva fatto ed i due si sono riappacificati da tempo ed addirittura la donna, nel corso del processo, ha deposto a suo favore con la conseguenza di mitigare la pena- L’avvocato difensore Michele Caruso, ha avanzato richiesta di applicare la “liberazione anticipata” e la concessione, quantomeno, degli arresti domiciliari. Aurel Negruto è stato condannato a 8 anni e 4 mesi per il suo tentato omicidio. L’avvocato Caruso ha chiesto al Tribunale di Sorveglianza, avendo Negrut scontato due terzi della pena, al netto della buona condotta, e potrebbe espiare il resto della pena ai domiciliari. L’episodio è avvenuto in contrada Baronessa, nei pressi dela femata degli autobus extraurbani, la moglie, partita da Canicattì, aveva deciso di lasciarlo, e di tornare in Romania per il suo carattere irascibile. Nel periodo di attesa per la partenza Aurel Negrutt convinse la moglie a seguirlo in aperta campagna e lì l’operaio preso un pezzo di vetro di una bottiglie la colpì più volte alla gola, poi cercò di uccidersi. Grazie al tempestivo intervento degli agenti della Mobile e dell’ambulanza del 118 consentirono di salvare la vita della donna. In un primo momento Carmen lo aveva accusato di averla voluto uccidere, poi in pieno processo ha cambiato tutto, ha scusato e difeso il marito con la conseguenza di fargli diminuire l’entità della pena per cui a giorni dovrebbe poter uscire se il tribunale accogliere la richieste dell’avvocato Caruso. Sostanzialmente cambiò versione dichiarando che era il marito che voleva suicidarsi e che lei si era intromessa rimanendo ferita nel tentativo di togliergli dalle mani il pezzo di vetro. Per i giudici si è trattato di tentato omicidio. L’avvocato Caruso, nel corso del processo, aveva chiesto l’assoluzione per “mancanza di prove” sul tentato omicidio.