Valguarnera. Tre ergastoli per l’omicidio Calcagno

La Corte d’assise di Caltanissetta ha condannato all’ergastolo il presunto boss provinciale di Enna Raffaele Bevilacqua, ritenuto tra i mandanti dell’omicidio di Domenico Calcagno, avvenuto il 18 maggio 2003 a Valguarnera. Assieme a lui, sono stati condannati all’ergastolo Ciccio La Rocca di Caltagirone e il catanese Alfio Mirabile. La Corte, presieduta dal giudice Franco Carimi, ha invece assolto con formula piena il quarto imputato, Filippo La Rocca di Pietraperzia, condannato a dieci anni ma per estorsione, non per omicidio. La sentenza è arrivata alle 21,15 di ieri, dopo sei ore di camera di consiglio. L’omicidio di Calcagno è avvenuto alle 21 di una sera di primavera, a vittima era scesa in macchina per spostare la sua Mercedes e fu travolta da un fuoco di piombo. Due killer a bordo di una moto lo hanno ucciso a colpi di fucile. Fu un delitto eclatante. L’accusa, che ha portato alla condanna di primo grado, sostiene che ad ordinare l’eliminazione di Calcagno sarebbero stati i tre condannati, rappresentanti delle famiglie mafiose della provincia di Enna, Bevilacqua, di Caltagirone e San Michele di Ganzaria, Ciccio La Rocca, e Catania, Mirabile, per punirne un tentativo di imporre il pizzo, per conto del boss Gaetano Leonardo, all’Ira costruzioni, che già avrebbe pagato alle altre cosche e che dunque andava lasciata in pace dagli altri. Le difese invece hanno sostenuto che non ci fossero prove della responsabilità degli imputati e che a volere l’eliminazione di Calcagno sarebbero stati anche esponenti di altri clan mafiosi. Il processo si basa essenzialmente su intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisite dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Enna e dai Ros di Catania, che hanno portato rispettivamente alle operazioni “Gransecco 2” e “Dioniso”. Il pm Roberto Condorelli, che aveva chiesto quattro condanne all’ergastolo, alla lettura del dispositivo non ha commentato.