Consiglio Provinciale Enna: Tempi duri per la maggioranza di centrodestra

Enna. Era prevedibile che, nel corso dei lavori del consiglio provinciale, ci sarebbero stati degli agguati da parte dell’opposizione ed il primo è scattato, intorno alle 14, quando i consiglieri del PD si sono accorti che a tenere il numero legale erano loro. A quel punto Buscemi, Bannò e Musumeci hanno abbandonato l’aula, è venuto a mancare il numero legale e il consiglio è stato rinviato di un’ora, poi diventate due. Il consiglio provinciale ha aperto i lavori, trattando il piano sanitario provinciale, dove sono stati tanti gli interventi, ed una relazione di Totuccio Miroddi sul “disastro di un piano sanitario ” che va a mortificare tante professionalità nel campo della sanità, che sta distruggendo sul piano qualitativo l’ospedale Chiello di Piazza Armerina. Tanti gli interventi da Regalbuto a Musumeci, da Bannò a Cimino ad Alfredo Colianni, ma privo di sostanza perché sono venuti a mancare gli interlocutori validi, quelli che possono fare qualcosa, vale a dire l’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, ed il direttore generale dell’Asl 4, Francesco Iudica. Tutto quello che è stato detto in aula di bene o di cattivo rimane all’interno dell’aula consigliare, non avrà sicuramente alcun effetto su un piano sanitario provinciale che è diventato legge e su questa lunghezza d’onda si è mosso il consigliere Lorenzo Granata (Udc), il quale ha dichiarato che la componente politica non è stata in grado di elaborare un piano sanitario provinciale in alternativa. Nel momento in cui il presidente della Provincia, Giuseppe Monaco, al posto di presentare la nuova giunta provinciale (mancava l’assessore Moceri), ha svolto una breve relazione su quello che l’amministrazione provinciale voleva attuare; c’è stata la reazione, verbalmente violenta, del consigliere del PD, Paolo Buscemi, il quale ha accusato il presidente di avere fatto perdere i 30 milioni per la realizzazione della scala mobile, l’assessore Ilaria Di Simone di avere sfruttato gli utenti per i suoi scopi elettorali, e non ha mosso un dito, quando il presidente Monaco, nella sua qualità di presidente dell’Ato 5, ha aumentato il prezzo dell’acqua; di non avere fatto niente per le Partecipate, tranne che per la Biennale di Archeologia; di non avere richiesto con forza i soldi per la viabilità provinciale, di richiedere con forza i soldi Fas, che potrebbero risultare utili alla collettività provinciale.
Poi la “fuga” dei consiglieri del PD, che ha fatto mancare il numero legale, ma già altri anche della maggioranza se n’erano andati via, e il presidente Greco ha dovuto rinviare i lavori di qualche ora. In questo lasso di tempo c’è stata la “chiamata” ad uno ad uno per i consiglieri di centrodestra nel tentativo di arrivare al numero legale. I lavori sono ripresi c’è stata la prosecuzione della relazione del presidente Monaco, ma anche un lungo ed articolato intervento di Lorenzo Granata, il quale ha dichiarato di essere del centro destra, che le due delibere sulla nomina della giunta sono illegittime, che i due assessori dell’Udc (Lantieri e Litteri) sono stati nominati senza il parere del partito, che ci sono tante cose che non vanno e che vanno rivedute e corrette.